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Raiset: perchè no

marzo 14, 2009

RaiSet è bene che non esista perchè significherebbe il definitivo fallimento di un’idea di Tv di Servizio Pubblico nel Paese. Non è possibile ricorrere all’azienda di Viale Mazzini tutte le volte che si deve salvare il mercato editoriale italiano. I più anziani sanno che dagli anni ’70 la Sipra, la concessionaria Rai, ha sostenuto la carta stampata, per non parlare della Legge Mammì che ha preso atto del duopolio vigente fino a dicembre dello scorso anno.

Ora che il terzo polo c’è e un quarto poletto cresce, non vedo perchè Rai e Mediaset debbano mettersi a fare concorrenza a Murdoch per questioni di invidia del Pene. Sky è arrivata in Italia riscrivendo le regole, facendo buona Tv aiutata, tra l’altro da Mediaset anche se non direttamente in quanto Quo vadis baby è stata prodotta da Sky insieme a Colorado, casa di produzione vicina a Cologno Monzese a cui fa capo lo show Colorado cafè live.

Tra l’altro, su Internet si è molto parlato, tra 2007 e 2008, di un simulcasting tra Mediaset e Sky. La cosa, lì per lì, non mi tornava: due concorrenti per la Tv Narrowcasting che vanno d’amore e d’accordo? Tuttavia, se anche questo accordo c’è stato, non è andato come si aspettavano Confalonieri e tutta la sua catena di comando: Murdoch in Italia sta crescendo e non aspetta altro che mettere anche un piedino nel digitale terrestre nazionale.

La cosa che più fa sorridere, forse, della faccenda è che Sky ha beneficiato della stessa mancanza di regole che esiste nel mercato televisivo italiano. Se fosse esistita, forse gli australiani non si sarebbero pappati Stream e Tele + in un sol boccone e Berlusconi non avrebbe potuto tenere Rete 4 sull’analogico. Però qui si andrebbe a discutere di cose spaventose e che hanno le loro origini del ’76. Meglio non entrare in questo ginepraio, rischiamo di farci del male.

Al di là di questo sconclusionatissimo resoconto storico, la vera domanda che mi frulla in testa è: perchè fare Raiset quando, forse, sarebbe meglio fare una legge antitrust nel settore RadioTv come esiste negli altri settori? La cosa non mi sembra particolarmente idiota, in quanto, con l’ingresso di Murdoch in Italia, il libero mercato comincia ad esistere e che lo switch off è imminente potrà dare linfa vitale ad un mercato stagnante per quasi vent’anni.

Di più, non è possibile che Mediaset, per aggiustare i propri errori aziendali come la guerra a Youtube, ricorra alla mano pubblica sotto forma di Rai. Il suo comportamento mi ricorda quello di due bambini che, ritratti in una vignetta, rompevano il loro porcellino, tanto ci avrebbe pensato la Federal Reserve a salvarli.

In effetti, la strategia web di Mediaset è stata molto poco spregiudicata: il servizio Rivideo è obsoleto: perchè pagare per quello che ho gratis con un videoregistratore o con una pennina Pc-Tv. Dovrò programmare il Pc o l’apparecchio sotto la tele ed ecco Rivideo fatto in casa. Tra l’altro, non si capisce come mai i grandi network americani abbiano cercato l’accordo con youtube, mentre Mediaset no.

In generale, ci sono tante cose che non tornano. La cosa migliore, però, sarebbe lasciar stare la Rai così com’è ed evitare di coinvolgerla in un’operazione dai dubbi orizzonti industriali e che rischia di costare ai contribuenti italiani (il Canone Rai è una tassa) un sacco di soldi.

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