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A cosa serve un URP?

maggio 18, 2009

L’Ufficio Relazioni con il Pubblico serve a comunicare con il cittadino e a gestire le informazioni all’interno delle struttire della Pubblica Amministrazione. In altre parole, è un ufficio di protocollo potenziato che, nelle sue applicazioni migliori, permette al cittadino di completare tutti gli adempimenti a lui necessari mentre, nel back-office, si occupa di gestire le comunicazioni interne all’ente diventando il cuore dell’amministrazione. In altre parole, se l’Ufficio Tecnico deve interagire con l’Anagrafe, questa interazione passa attraverso l’URP che, così, diventa la CPU dela PA. Non è detto che tutte le informazioni debbano essere lette e formattate all’interno dell’URP stesso, ma è in questo ufficio che hanno, ad esempio, sede i server che gestiscono la posta elettronica e le attività informatiche dell’Amministrazione.

Dopo questa pallosissima introduzione, la mia domanda è:

può questo modello organizzativo funzionare in un piccolo Comune?

Credo proprio di no e  il mio scetticismo deriva da tre punti:

  • Costi

Un URP, anche se composto da una persona costa. Addirittura, la Direttiva Frattini del 2003 consiglia di destinare il 2% del bilancio, non considerando i costi per un eventuale concorso o di formazione del personale, in caso si decida di riciclare l’attuale Uffico Protocollo in URP. Va bene che a Massa Marittima la proposta è quella di trasferire in blocco quello della Comunità Montana in Comune. Tuttavia, questa operazione rischia di costare anche indirettamente in quanto l’URP di Piazza Dante è nato da una partnership tra i vari comuni della Comunità Montana. Vale davvero la pena disperdere questo patrimonio?

  • Necessità

Massa Marittima è un comune di 9000 abitanti con un’amministrazione tutto sommato piccola. Trasformare l’URP nel cuore pulsante degli uffici comunali è un po’ surreale. Qual è il problema nello spostarsi tra Anagrafe, Ufficio Tecnico etc. ? L’URP può funzionare come centro relazionale quando siamo in presenza di grandi comuni che hanno strutture amministrative molto complesse e ramificate sul territorio dove è assolutamente necessaria una struttura di coordinamento nei confronti tanto del cittadino quanto delle amministrazioni stesse. Non è un caso che gli URP siano stati sperimentati, all’inizio degli anni ’90, in grandi amministrazioni. e non è un caso che questo ufficio sia nato presso la Comunità Montana, ente che riunisce 6 comuni nelle Colline Metallifere. Sicuramente l’URP dell’ente presieduto da Zago si può migliorare, ma, sulla sua utilità in un piccolo comune in quanto tale, mantengo le mie perplessità.

  • Chiarezza di idee

L’ufficio che ho descritto in introduzione è l’URP che ogni amministrazione sogna. Il problema è che, spesso, si tratta proprio di un sogno. Dove non si ha la più pallida idea di cosa sia e a cosa serva l’URP, questo è destinato a fallire. Se l’Ufficio Relazioni con il Pubblico deve diventare un ufficio i cui membri inseguono i cittadini per raccontargli le cose belle che fa il Comune, sbagliamo di grosso. La Legge 241/90 serve proprio a garantire ai cittadini l’accesso agli atti amministrativi. Se questi non hanno interesse a farlo, non è un problema dell’amministrazione. Tuttavia, l’equivoco vero, qui, sembra essere un altro. La trasparenza non è una cosa che si realizza con l’URP. Si realizza dove stampa e opposizione fanno il loro mestiere di cane da guardia nei confronti di chi detiene il potere. Con un esempio, se l’opposizione e la stampa si fossero date una svegliata fi da subito, a Massa Marittima, probabilmente, la faccenda del Palazzo dell’Abbondanza poteva essere gestita attraverso un percorso condiviso. In generale, quello che credo, è che la Lista Civica nel tentativo di trasformare il Comune in una casa di vetro, costruisca strutture che trasparenti non sono affatto. Non lo è quella del Bilancio Partecipato, come non lo è un URP concepito, soprattutto, come uno sportello unico.

In definitiva, l’URP in un comune come Massa Marittima è pressocchè inutile. Per questo, invece di filosofeggiare, credo che la nostra città abbia bisogno di scelte vere, non di slogan.

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