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Centro Carapax S.p.A.

maggio 23, 2009

Il centro Carapax è una tra le attrazioni di Massa Marittima nel Mondo. Tuttavia, sulla sua gestione ci sono più ombre che luci. E la cosa è, se non altro preoccupante.

Andando con ordine, si scopre che viene stipulata una convenzione Carapax la quale predvede che il centro paghi un affitto per l’uso degli immobili di proprietà regionale e si preoccupi di restaurarli. La Regione si rende conto che il Carapax non ha i mezzi e decide di dirottare un finanziamento europeo da 500.000 Ecu (750 milioni di Lire nel 1992) nella ristrutturazione degli immobili di cui sopra.

Di conseguenza, i contenuti della convenzione devono essere cambiati. Il Carapax costa e gli enti pubblici, tra cui la Comunità Montana di Massa Marittima che ha pagato di tasca propria il 10% dei lavori, vogliono vedere cosa accade alle Venelle e dintorni. Per questo, viene proposta una nuova convenzione che viene rifiutata da RANA. Nel mentre, il Centro Carapax cerca di espandersi in altre zone tra cui San Rossore, Capalbio e l’Isola d’Elba.

La risposta della Regione e della Comuntà Montana insiste sulla necessità di una nuova convenzione prima che vengano iniziati i lavori. Tuttavia, il team di Ballasina, da quell’orecchio, sembra non sentirci. Intanto i lavori partono e, a fine giugno ’96, sono conclusi. Tuttavia, è impossibile collaudare gli immobili in quanto le loro serrature sono state cambiate.

I rapporti si deteriorano e, nel 1998, si arriva ad una decisione del Collegio Arbitrale che stabilisce il decadimento della Convenzione del 1989 condannando Carapax al pagamento di 2/3 delle spese legali. Soldi che, però, li ha dovuti tirare fuori la Comunità Montana.

Da allora, inizia la situazione di stallo che è alla base della crisi delle ultime settimane. Il Centro Carapax opera senza convenzioni in immobili pubblici ristrutturati con i soldi dei contribuenti europei. E’ il principio di una serie di piccoli dispetti tra il Centro e la Comunità Montana.

Dalle carte dell’Ente presieduto da Giancarlo Zago, traspare una gestione se non altro discutibile di quella che era una tra le più grandi attrazioni del nostro territorio. Ora tutto si trova sotto sequestro e non si sa cosa succederà.

In attesa di ulteriori sviluppi, pongo al Dott. Ballasina un paio di domande:

  1. Perchè ha così poco rispetto nei confronti della Pubblica Amministrazione italiana?
  2. Come mai, se non ha nulla da temere, si nasconde dietro le 2000 firme che ha raccolto su firmiamo.it?
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