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Se viene la deflazione?

agosto 3, 2009

Guardando la Bloomberg nei titoli del notiziario mi è preso un colpo vedendo scritto deflazione per la prima volta dall’inizio della crisi. Si avvererà davvero il mostro? Quello che i governi e gli economisti di mezzo mondo sperano è che non ciò non avvenga. Ieri, Obama si è esposto dicendo che il peggio è passato. IMF e soci parlano di ripresa molto vulnerabile. l’Italia è ad inflazione zero dopo più di cinquant’anni. Che succede se da +0 si passerà a -0.1?Per noi che ci affacceremo al mondo del lavoro tra due-tre anni potrebbe essere la prma vera buona notizia dopo parecchio tempo. Può significare affitti meno cari, mense meno care, libri meno cari e, perchè no, master meno cari. Il problema sarà, casomai, trovare un lavoro decente (e qui è triste constatare che non c’è niente di nuovo sotto il sole) oppure i nostri genitori potrebbero perderlo (anche questa, se ci pensiamo non è una grossa novità). Ma quello che veramente fa venire i brividi sono gli effetti che, a lungo periodo, la deflazione rischia di comportare.

Taglio dei costi

Questo è lo spettro che si porta con sè la deflazione. Prendiamo un costruttore di automobili come la Fiat che si vede costretto a dover dare un dividendo ai propri azionisti e convncere persone che non vorrebbero a comprarsi un’auto nuova. Questo causa l’abbassamento dei prezzi. Per abbassare i prezzi, devo ridurre i costi. Ridurre costi significa ridurre personale e lasciare un sacco di persone per strada tagliandole fuori dal bengodi dei prezzi bassi. Prezzi che verranno ribassati ulteriormente fino a produrre sotto-costo. Solo che a questo punto l’obiettivo non sarà produrre utili da dividere tra gli azionisti, quanto sopravvivere sperando che il vento cambi, mentre la mannaia delle ristrutturazioni si abbatterà su tutto quello che troverà, ivi compresa, ad esempio, la sicurezza dei produtti.

Come uscirne?

Gli entusiasti sperano che il New Deal verde che coinvolge sud-est asiatico, USA ed Europa (Italia a parte) risolva il problema. I saggi stanno in silenzio, i codardi affermano che la realtà è complessa, gli stupidi scappano strappandosi le vesti e maledicendo più o meno tutti. Il vero dramma è che  la tentazione di rifugiarsi dietro la complessità è molto comodo, ma questo non ci dice un granchè: lo sappiamo che la realtà è complessa. Il New Deal verde è una cosa meravigliosa, ma, in virtù della complessità della nostra socetà, non è possibile che sia l’unica risposta. Mettere in galera Mudoff non ridarà lavoro alle milioni di disoccupati che la crisi ha generato e, se la deflazione esplode, genererà. La spesa pubblica non sembra essere una soluzione anche se, con le mani in mano, non si può stare. Per questo, credo sia meglio chiudersi in un pensatoio per qualche settimana e trovare una soluzione davvero. Terra chiama politici, imprenditori etc. Rispondete, passo.

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3 commenti
  1. agosto 4, 2009 1:11 am

    l’ipotesi è inquietante, ma credo sinceramente che i politii (i nostri politici) non sappiano davvero come uscirne fuori. Anzi, sembra una scusa buona per far rientrare un po’ di capitali (che non rientreranno) con l’ennesimo condono.

  2. agosto 6, 2009 10:47 pm

    scusa ma non capisco la consequenzialità tra New Deal e la galera di Mudoff (che poi presumo intendevi Madoff, ma poco importa). Sono due cose da stigmatizzare alla pari?

  3. agosto 8, 2009 7:55 am

    Non è una consequenzialità. E’ che qualcuno pensa che basti mettere in galera i delinquenti come il finanziere USA e investire nel New Deal verde per uscire dalla crisi e avere una finanza moralizzata quando, invece, la realtà è dannatamente più complicata.

I commenti sono chiusi.