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La trasparenza che Massa Comune non vuole

ottobre 11, 2009

Se facessimo vedere in streaming la seduta del consiglio comunale in nome della trasparenza, allora dovremmo seguire Lidia Bai. il nostro sindaco, ovunque installando webcam nel suo ufficio in Comune, nella Sala della Giunta  seguendola, nel frattempo, con un PC dotato di web-cam e perennemente connesso ad internet quasi ovunque. Se vogliamo la trasparenza. Se vogliamo un gingillo in più, allora, possiamo installare le web-cam in Via Norma Parenti, ma non otterremo altro che portare su internet un deficit di trasparenza che è nella natura della democrazia rappresentativa.

La scatola nera

Nelle democrazie le decisioni vengono prese nella scatola nera, un luogo mistico dove le grandi questioni trovano risposta. Una specie di slot machine che funziona sulla base di domande che vengono accuratamente selezionate e trattate sulla base di una griglia indefinibile di fattori. Lì dentro, non può metterci il naso nessuno perchè è un luogo figurato e, se volessimo trovare la sua collocazione fisica, impazziremmo perchè nella scatola nera confluiscono tante di quelle cose che o sono nella testa dei decision makers (mettici lì una web-cam) oppure in luoghi informali come i bar, le piazze, le feste, le chiese, le logge massoniche etc. dove la gente si incontra e prende davvero certe decisioni. Ficcare il naso lì non è il compito della politica.

Allora, la trasparenza?

Trasformare la scatola nera in una scatola di vetro è impossibile. Ma cominciare a ficcarci il naso e capire che aria tira là dentro è possibile. Basta capire a chi tocca. L’unico vero soggetto che si interessa a guardare cosa succede nella scatola magica del potere dovrebbe essere la stampa libera che, dal momento che non è istituzionalizzata ed ha una funzione legittimante in teoria molto forte, dovrebbe essere là dove le decisioni vengono prese e dove si intrecciano gli interessi anche (e soprattutto) fuori dalle istituzioni. Se la stampa non fa il suo mestiere, non lo deve fare la politica e, meno che mai, le istituzioni stesse.

Allora, che cosa vuole Massa Comune?

L’idea che mi sono fatto della politica massetana da cinque mesi a questa parte è che Massa Comune abbia esaurito il suo ciclo e tenti di spostare l’attenzione su temi di scarso appeal. Tra parentesi, con una popolazione che invecchia rapidamente e, presumibilemnte, scarsa alfabetizzazione informatica, con zone del comune dove non arriva la banda larga, vale davvero la pena spendere soldi pubblici così?

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11 commenti
  1. ottobre 11, 2009 3:38 pm

    mah. D’accordo sul fatto che con la stampa libera avremmo anche un contesto davvero trasparente.
    Ma non capisco la tua obiezione: il consiglio comunale è pubblico e non è la “scatola nera”. Non è, per intenderci, la riunione di giunta o preconsiliari o riunioni di coalizione dove è giusto avere un po’ di riservatezza. Se il consiglio comunale è pubblico (presumo che lo sia pure a Massa M.ma) perchè non ampliare i possibili spettatori?

  2. ottobre 11, 2009 4:40 pm

    Perchè è inutile. Le sedute sono pubbliche così come lo sono i verbali. Che senso ha mettere in rete il Consiglio Comunale?

  3. ottobre 11, 2009 4:54 pm

    Quante persone vengono ai consigli? Poche. Quante persone leggono i verbali? Pochissime. E all’inizio saranno pochissime quelle che seguiranno il consiglio sul web. Ma il fatto che siano poche non implica che sia inutile…No?

  4. ottobre 11, 2009 5:02 pm

    Sì, soprattutto se molto del potenziale pubblico non ha gli strumenti per accedere al Consiglio Comunale: abbiamo un problema di alfabetizzazione informatica, in Italia e, poi, a Massa Marittima la banda larga non arriva ovunque…

  5. ottobre 11, 2009 5:14 pm

    Ripeto. Anche se riesci a raggiungere un cittadino solo in più, hai fatto un passo verso una maggiore democrazia e partecipazione informata, e per questo non è un esercizio inutile.

    Il problema italiano della cultura all’informarsi, secondo me, si combatte aprendo nuovi canali informativi (seppure esigui), e non bloccandoli.

    Buon lavoro.

  6. ottobre 11, 2009 6:37 pm

    Ma perchè deve sempre intervenire il pubblico? Non può un blogger come me e te, se proprio ci tiene, costruire lui il suo canale web con le dirette del consiglio comunale?

  7. ottobre 11, 2009 6:48 pm

    D’accordo. Ma se questo non avviene, io penso che sia dovere del “pubblico” garantire questo servizio sociale.

  8. ottobre 11, 2009 8:18 pm

    Io no. Io credo ad un pubblico come sostegno alle organizzazioni nella società civile, non come un organizzatore della stessa.

  9. ottobre 12, 2009 12:56 am

    toglieresti quindi la scuola statale, le forze dell’ordine, la sanità pubblica e molto altro? In Italia non sono di certo organizzate “spontaneamente” dalla società. Intendiamoci altrove o in altri modi esistono come organizzazione della società civile (vedi USA per scuola e sanità, o ronde in Italia). Ma è a questo che vogliamo tendere?

  10. ottobre 12, 2009 8:54 am

    No. Primo, senza forze dell’ordine non c’è lo Stato (monopolio dell’uso della violenza etc. etc.) secondo le scuole private in Italia esistono come le cliniche private e non c’è nulla di male che esistano, a patto che ci sia un welfare state che faccia da rete di protezione mantenendo standard elevatissimi per chi non si può permettere la sanità e l’istruzione privata. Secondo, stiamo parlando di un gruppo di persone che hanno i mezzi e le capacità di trasmettere in diretta praticamente qualsiasi evento. Sono una lista civica, che dimostrino la loro civicità trasmettendo in diretta le sedute del consiglio comunale.

  11. ottobre 12, 2009 3:15 pm

    Non entro nella vicenda locale.

    ciao, m

I commenti sono chiusi.