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Cronache marziane, Teheran AD 2009

ottobre 24, 2009

Se fossi Ahmadinejad, chiuderei immediatamente la scuola italiana di Teheran, porta di uscita di molti giovani iraniani che, poi, vengono a frequentare le nostre università forti di una maturità scientifica italiana e di una lingua ben conosciuta. Attraverso questa porta della conoscenza sono passate anche Mernaz e Sanaz, due studentesse iraniane a Firenze tappa di un percorso che le ha portate in un venerdì di ottobre a parlare con un umile blogger ubriacato da 22 anni di vita democratica. Il racconto che fanno è a tratti incredibile per chi è abituato a vestirsi come vuole, ad ascoltare la musica che vuole e a fare come vuole.

Come vanno le cose laggiù?

Le cose vanno male. L’economia va male, colpa delle sanzioni economiche. L’inflazione è altissima e la tensione aumenta. C’è anche la paura che ci controllino e che se la rifacciano sulla nostra famiglia. Però è anche vero che non possono controllare tutto.

Avete amici che hanno partecipato alle manifestazioni?

Sì, abbiamo alcuni amici che hanno partecipato alle manifestazioni. Uno è stato picchiato per strada ma la gente lo ha salvato. Un altro è finito in carcere e non ha voluto raccontare nulla di quello che è successo. Nessuna parola, non vuole parlarne. Tra ‘altro alcuni picchiatori appartengono ai Bassij, gruppi volontari che si sono formati tra le classi povere e che, ora, hanno acquisito un grande potere. Sono entrati ovunque e, a loro, interessano solo i soldi tanto è vero che, quando ti arrestano, ti chiedono una mazzetta per liberarti. Ahmadinejad è uno di loro com’è stato anche un Pasdaran, un membro della milizia religiosa. Tra l’altro, oltra ai Bassij si dice che nelle piazze ci siano stati anche dei picchiatori stranieri che parlavano arabo. Si dice siano di Hetzobollah, libanesi pagati e a cui è stato fatto il lavaggio del cervello. Cosa importa a loro di picchiare un iraniano?

Da quello che mi dite, sembra che la società iraniana sia molto più avanzata della politica che la rappresenza…

Sì, è vero. Le donne non sono mai state sottomesse in Iran, nella cultura persiana. Solo quando sono arrivati gli arabi le cose hanno cominciato a non andare bene. Pensa che certi colori sono stati vietati, che è vietato uscire da sole con il proprio ragazzo e andare in macchina con un uomo che non sia tuo padre o un tuo parente. Si può essere arrestati anche se un poliziotto considera un vestito troppo provocante…

Però, adesso, siete in Italia. Esiste un’associazione degli studenti iraniani a Firenze?

Sì, esiste l’Asif, l’Associazione degli Studenti Iraniani a Firenze. Ci stiamo organizzando come punto di riferimento per gli studenti iraniani che vengono qua. E’ un’organizzazione che nasce dal basso e aiuta i ragazzi che vengono qui. Abbiamo convenzioni con negozi, bar etc. Non è un’organizzazione politica, ma la situazione è tale che di politica bisogna parlare…

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