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Che schifo.

febbraio 1, 2010

L’indecenza del dibattito politico e pubblico sul cogeneratore di scarlino ha toccato un punto apicale. Sul gruppo del Comitato del No è apparso questp post in Bacheca:

GLI oPERAI PROTESTANO IN FAVORE DELL INCENERITORE????
E’ OPERA DELLA CGIL ….Ringraziate il PD

Le risposte di Simone Ballato e Sara de Sanctis parlano di un gruppo di persone con la pistola alla tempia che, pur di mantenere un posto di lavoro, sono disposte a prendere il cancro. Sinceramente, mi aspettavo di meglio dai giovani esponenti del non più giovane comitato.

Simone Ticciati, membro del gruppo Diciamo sì all’inceneritore di Scarlino garantisce sulla buona fede di Sara de Sanctis. Però, quello che dice Ballato mi piace molto meno.  C’è una bella differenza tra difendere le proprie idee e il proprio posto di lavoro. per assurdo anche se uno di loro fosse contrario all’impianto come potrebbe manifestare contro l’azienda che gli dà lavoro. la politica li ha abbandonati a se stessi e pretendiamo che con la pistola del licenziamento puntata alla tempia uno sia così temerario da rischiare?

Non è la prima volta che sento discorsi del genere. Una volta chiesi ad un amico consigliere comunale PD a Follonica:

“Ma tu pensi davvero che la gente vada al lavoro sapendo di rischiare il cancro senza neanche protestare?”

Candidamente, mi rispose di sì.

Sinceramente credo che i signori del Comitato del NO debbano piantarla con la loro arroganza e la loro superficialità. La forza lavoro del cogeneratore è fatta, per la stragrande maggiornaza, di persone con un titolo di studio di scuola superiore. Il che significa che un dipendente medio di Scarlino Energia dovrebbe saper ragionare con la propria testa e che, nel momento in cui il dipendente ha avuto la proposta di entrare al Cogeneratore, non avrebbe neanche dovuto pensare: mi viene il cancro, ma è l’unico posto che ho trovato.

Da cittadino, prima che da persona interessata, mi aspetto che il dibattito su tutta la faccenda ritorni presto in termini accettabili e, da persona interessata, mi permetto di difendere la mia onestà intellettuale affermando che se avessi avuto il minimo (e dico minimo) sospetto che il Cogeneratore di Scarlino potesse costituire un danno per qualsiasi congiunto, lavoratore o abitante della Provincia, appena maggiorenne, mi sarei iscritto di corsa al Comitato del NO.

Tuttavia, il Comitato del No è, ormai diventato una maschera nella commedia dell’arte della politica locale. La stessa maschera che ritroviamo in Val di Susa e in tutti i movimenti anti-tutto. Non ne abbiamo abbastanza di movimenti anti-tutto?

Nota a margine: Il gruppo a sostegno del Cogeneratore su Facebook, in pochi giorni ha raggiunto più di 630 iscritti. Dieci volte i lavoratori all’impianto. Forse, c’è una parte di cittadinanza che il Comitato d’Inchiesta Pubblica non ha ascoltato a sufficienza.

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