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Alla faccia del rispetto

febbraio 4, 2010

Su FB è nato un gruppo, che conta, ad oggi, ben 16 persone, intitolato così:

per tutti quelli che volgiono togliere il gruppo: “si all’inceneritore”

Vorree un paio di cosette al signore che lo ha promosso, tale Diego Ferraro.

Egr. Signore

come  si permette Lei, di stabilire quali gruppi debbano stare su FaceBoook. Oltre a dimostrare la pochezza di certi simpatizzanti del Comitato del No e metterne in evidenza l’arroganza, mi fa pensare che, forse, qualcuno debba imparare le regole del confronto democratico e, soprattutto, della correttezze. Il rispetto delle opinioni altrui è proprio questo. Vede signor Ferraro, io non contesto il fatto che esista un comitato del NO.  Oltre a questo, mi permetto di contestare alcune delle Sue affermazioni:

Lei scrive: …è una vergogna, la gente pensa che si possa vivere solo con delle cavolo di fabbriche…ma nn avete imparato cosa è il TURISMO?…provate a passare dal casone di notte e sentirete che puzza…è questo che volete per i vostri figli?…buon per voi vi faccio i migliori complimenti…

Lei, probabilmente, non sa che se la nostra zona ha un minimo di lavoro è grazie al puzzo che Lei deve respirare ogni volta che passa dal Casone. Lei, forse, non sa che in venti anni di economia basata sul turismo e l’agricoltura la nostra provincia non è cresciuta nella graduatoria di quelle più ricche della Toscana. Lei, forse, non sa che il turismo ha portatao alla costruzione di ecomostri, come il villaggio di Perolla, nei pressi di Massa Marittima o dell’Ippodromo di Follonica al cui riguardo, Le faccio notare un paio di cose:
  1. L’ippodromo è inutile, dal momento che l’Unire, una specie di FederIppica, pensa di ridurre le corse al trotto in Italia
  2. I cavalli fanno la cacca e la cacca produce metano, uno tra i gas serra più micidiali
Sinceramente, il binomio turismo-ambiente stride un po’. Non sarò espertissimo nell’argomento, ma se vedo quello che è stato fatto in zona in nome del Dio turista – penso a Punt’Ala – non credo che possiamo permetterci di discutere di sostenibilità quando parliamo di turismo.
E’ vero, il turismo è un’opportunità, ma provi, per un attimo a pensare i prodotti che il Casone produce generando il puzzo che tanto Le dà fastidio. L’ultima volta che ha imbiancato Casa, probabilmente ha utilizzato una vernice contenente biossido di titanio. Oppure, ogni volta che sale in macchina, si ricordi che è l’acido solforico che ha tolto l’ossidazione al metallo che compone la Sua vettura, prima che questo venisse trasformato nell’oggetto che quotidianamente guida. Non si tratta di celebrare l’industria chimica nazionale, ma di mettere in evidenza come il mondo in cui viviamo si regge anche su questi scomodi prodotti. Non sto dicendo che gli impianti che li producono siano poco impattanti. Sto semplicemente dicendo che esiste una bella diffrenza tra chiedersi se vogliamo che le cose vengano fatte bene, che l’industria inquini sempre meno continuando a produrre cose che ci servono etc. etc. o vogliamo vivere in un mondo fatato dove tutto proviene dal cielo, o inquina da qualche altra parte del mondo dove, magari, le restrizioni sull’ambiente sono minori. Non suona, questo ragionamento, un po’ ipocrita? Spero che Lei condivida questo mio sentire.
Ma, al di là di queste semplici obiezioni, che Lei probabilmente, considererà retoriche, mi permetto di dirLe che è abbastanza comodo voler mettere a tacere una voce che non gradiamo e che porta argomentazioni non in sintonia con il clima d’opinione. Sinceramente, non mi aspettavo che il dibattito sul cogeneratore potesse degenare ulteriormente. E, invece, mi sono sbagliato.
Saluti
FP
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9 commenti
  1. Francesco R. Baronti permalink
    febbraio 4, 2010 7:58 pm

    chiedo scusa, ma lascia perdere, no?
    Ma chi sene frega se aprono gruppi del genere, fb è un bar e nei bar c’è pure gente che spara fregnacce. Piuttosto parliamo di contenuti.
    Io sono pienamente d’accordo sul luddismo-ambientalista di certa gente che per principio di precauzione punterebbe tutto sul turismo, non avendo la minima idea di quel che dice. Io queste cose le ho dette, anche davanti ai candidati a sindaco di Scarlino: da noi c’è vige l’equivoco per il quale lo sviluppo sostenibile sia sinonimo di “regalare ai giovani un futuro da cameriere o da bagnino, al nero, stagionale”….l’industria produce soprattutto professionalità, know how, lavoro garantito e regolare.
    Nonostante questo, sui cui sono pienamente d’accordo con te, ritengo che l’inceneritore di Scarlino sia un errore esagerato, e non sono una new entry, lo dico e lo diciamo da 13anni, senza prese di posizione per principio, ma proponendo da anni le alternative, i fatti concreti, invitando persone a parlare, analizzando la questione “incenerimento” (perchè io non cel’ho contro l’inceneritore, ma contro l’incenerimento) su tutti i livelli.
    Ho scritto un post sul gruppo “ibrido”, aspetto le vostre risposte.
    Un saluto

  2. febbraio 4, 2010 10:22 pm

    Prima di tutto, grazie di essere passato. Personalmente, credo che anche nei bar si debba tenere un minimo di decenza e si debba isolare chi non si comporta come si deve. Parlando di contenuti, credo che possiamo parlare di tecniche e di tecnologie quanto vogliamo, ma il dibattito sulla gestione dei rifiuti in Maremma e, in particolare,sul cogeneratore non sia mai stato solo una questione di ambiente e di tutela del territorio.
    Sono 13 anni che si decide di non decidere sulla faccenda. La verità è che qulla sul cogeneratore è diventata una vera e propria partita di potere ed è la scusa per qualche furbetto per ottenere un posto di rilievo nella sfera pubblica follonichese. Non è un caso che Eleonora Baldi sia diventata sindaco. La Provincia doveva decidere entro breve dopo l’inchiesta pubblica e continua a posticipare la propria decisione, stretto com’è tra due fuochi (la Regione e i comitati)
    Mettendo insieme le cose, può venire il sospetto che il cogeneratore sia una garanzia di voti per chi governa attualmente a Follonica. Pensandoci bene, una volta se il cogeneratore verrà chiuso, cosa sarà del presidente del comitato del No?
    Mi permetto di aggiungere una cosa, perchè 13 anni fa membri del Suo partito proponevano l’impianto a griglia Valpiana come alternativa al cogeneratore di Scarlino?
    La ringrazio se vorrà rispondermi.

  3. ubaldo permalink
    febbraio 4, 2010 10:59 pm

    Sig. PICCINELLI
    lei dice
    “Oltre a dimostrare la pochezza di chi fa parte del Comitato del No e metterne in evidenza l’arroganza.”
    Dove ha trovato che Diego fa parte del Comitato del NO? me lo dica perchè io ho i tabulati dei soci di 3 anni e non lo trovo? ma forse lei sa qualcosa?
    Si tranquillizzi non sono qui per chiamarla bugiardo….l’errore ci può stare e io per primo non ne sono esente…..

    “Lei non contesta che esista il Comitato del No.”…ne sono felice, anzi dico meno male, ma nel “suo”gruppo non tutti sono così democratici (basta che lei vada due post sotto il suo….per averne la prova)

    “Sinceramente, non mi aspettavo che il dibattito sul cogeneratore potesse degenerare ulteriormente. E, invece, mi sono sbagliato.”

    Leggo “4 sciantanati, sono dei farabutti, alle spalle dei lavoratori, LADRI!!!! Ah dimenticavo….questo vale anche per quelli del comitato del no…..Rompete i ciglioni.. non c’avete da fà niente dalla mattina alla sera”

    E’ solo un pò più sotto, ma non di tanto….
    ci sono poi le liste di proscrizione…. e si potrebbe continuare con le affermazioni pubbliche che “siamo stati chiamati venduti, idioti, carne da macello, deficienti…”(vado a memoria), e io non solo non me lo sono mai permesso, non soprattutto sia chiaro per tutti: NON L’HO MAI PENSATO…
    e la mia storia personale è testimone della parte che ho sempre difeso: i dipendenti, i lavoratori, troppo spesso presi in ostaggio dalla proprietà.
    Però, per le mie idee, IO vengo offeso, IO messo alla pubblica gogna senza che chi lo fa non capisca quanto pericoloso sia questo giochino.
    Io non ho interessi nella vicenda se non delle convinzioni ragionate, quelle cioè che in un mondo oggettivamente limitato, con le riserve in esaurimento quello che dobbiamo fare è riuscire guardare oltre il nostro particolare, vedere il futuro con occhi diversi, preoccuparci di chi verrà dopo di noi che si chiami figlio o nipote non importa, essere coscienti di vivere in un mondo che ha dei limiti oggettivi e risorse limitate e che è perciò IMMORALE bruciarle per far guadagnare una piccola lobby e non preservarle per chi verrà dopo di noi.
    Forse lei mi prenderà per un visionario, utopista; ci sono persone che irrideranno e traviseranno queste parole , ma se ci riflette senza pregiudizi, non c’è altra scelta, perché prima di essere tecnico questo è un principio morale, al quale, se lo sentiamo nostro non è concessa deroga.

    “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente.”
    Io non so, mi creda, se conosco la verità. Magari, ho tanti dubbi e lascio ad altri le certezze. Ho però dei dati di una certa, relativa, oggettività……, non posso far finta che non ci siano, che non esistano, perchè non sarebbe giusto, specie per quei bambini che troppo spesso vengono messi nelle bacheche…anche loro piccoli ostaggi senza colpe.
    Mi scusi per il tempo che le ho fatto perdere e dello spazio,suo, di cui ho approfittato, non potendo intervenire nel gruppo SI’…
    Ma odio l’indifferenza e gli indifferenti……e qui, grazie al cielo, mi sembra non ce ne siano

    Giardelli Ubaldo

  4. febbraio 4, 2010 11:39 pm

    Se il signore in questione non è dei vostri, provvederò a rettificare e chiedo scusa. Lei parla di stile, di rispetto, di verità, di moralità, di parole importanti. All’Università di Firenze c’è un professore che una volta disse ad un suo studente: sa qual è la differenza tra me e Lei? Lei crede ad un Vero con la V maiuscola. Io mi accontento della v minuscola. Questo significa partire dai fatti. I fatti dicono almeno tre cose. Primo, il Comitato di Inchiesta Pubblica non è stato gestito in maniera del tutto trasparente in quanto i membri erano o uomini di fiducia dell’attuale amministrazione o persone già biased. https://francescopiccinelli.wordpress.com/2010/01/16/cogeneratore-tutti-gli-uomini-del-presidente/ Secondo, sono 13 anni che le amministrazioni locali decidono di non decidere. A chi conviene questo stallo? Terzo, i lavoratori sono 13 anni che vengono trattati come pariah dai comitati del NO e non hanno quasi mai reagito. Ora, hanno deciso di farlo e credo che la loro acredine, la mia acredine, non solo sia giustificata, ma anche abbastanza preventivabile. Se vogliamo fare uno squallido giochino a chi è caduto più in basso, basti pensare cheualcuno iscritto al Vostro gruppo ha definito i lavoratorri del cogeneratore come persone con la pistola puntata alla tempia che vanno contro i loro stessi principi. Mi tolga una curiosità, Lei andrebbe al lavoro sapendo di prendere il cancro?
    SI senta libero di abusare del mio tempo e del mio spazio quanto vuole

  5. Ubaldo permalink
    febbraio 5, 2010 10:35 am

    Comincio dalla fine
    “SI senta libero di abusare”, è contraddittorio. Un abuso lede la libertà di chi lo subisce, per cui aspettando un suo chiarimento, lo prendo come un invito alla discussione, se non è così me lo dica…

    e continuo dall’ultima parte
    “heualcuno iscritto al Vostro gruppo ha definito i lavoratorri del cogeneratore come persone con la pistola puntata alla tempia che vanno contro i loro stessi principi”
    Ho un pò d’esperienza in campo sindacale, in un campo (il farmaceutico) dove il solo fatto di avere la tessera del sindacato significava essere dei reietti, ho dovuto gestire fusioni, cassa integrazione, licenziamenti, sono stato venduto(sì venduto) insieme a tutta l’RSU con la legge Biagi…..ho visto l’egoismo dei lavoratori (i salvi) contro lavoratori (i licenziati) e l’uso cinico che le Aziende fanno di queste situazioni…… per cui SI penso che la frase sopra riportata esprima una possibilità reale, ALMENO nella sua prima parte (quella del ricatto), dove non vedo l’offesa (le ricordo che siamo stati chiamati LADRI…), NON sono d’accordo sulla seconda e spero nemmeno gli operai perchè, se così fosse, la cosa ci riporterebbe 200 anni indietro da un punto di vista diritti sindacali.

    “Mi tolga una curiosità, Lei andrebbe al lavoro sapendo di prendere il cancro?”
    Tragicamente signor Piccinelli non conta cosa farei io, ma questo succede ogni giorno in Italia ed altrove, molte, troppe volte nell’indifferenza dei più o nella speranza del tanto non toccherà a me…… l’amianto, la Thyssen, le morti bianche, senza minimi di sicurezza, ne sono triste testimonianza…. lei fumerebbe sapendo di prendere il cancro? Io no, ma tanti sì…ognuno dicendo tanto non toccherà a me….sino a quando un giorno un medico….

    Vorrei però che fosse chiara una cosa, noi del Comitato del No all’inceneritore, NON siamo contro i lavoratori (anzi, li riteniamo le prime possibili vittime e perciò da tutelare sia da un punto di vista salute sia da un punto di vista lavorativo) siamo contro l’avidità senza limiti di imprenditori che hanno una unica Mission quella del profitto, costi quello che costi e che per soldi passeranno sopra le nostre e vostre teste.
    ma dato che anch’io ho solo la verità con la v minuscola spero che abbiate ragione voi

    Poi se risponderà alla prima domanda, “usare e non abusare”, lieto di avere uno spazio meno avvelenato di discussione anche sugli altri punti….ma due genitori anziani mi aspettano e sono figlio unico….alla faccia di chi non ha niente da fare….
    Giardelli Ubaldo

  6. febbraio 5, 2010 3:30 pm

    Scusi l’ironia dell’ abusare. Non a casao era in corsivo… Ancora con gli imprenditori avidi e cattivi che vogliono fare profitto facendo venire il cancro alle persone. E’ vero che Adam Smith è morto da un pezzo, ma sono anni che l’ARPAT controlla il cogeneratore e che non rileva niente di anomalo. L’unica anomalia, il rumore , è stata corretta. Chieda all’ARPAT per conferma.
    Quello che farebbe Lei ha molta importanza. Assumere il punto di vista di un altro è fondamentale per capire quali siano i contenuti della battaglia. Se Lei crede, davvero, di non averne bisogno, allora, credo, che il confronto sia tutto meno che produttivo.
    Lei pensa che i lavoratori siano delle prostitute disposte a tutto pur di uno straccio di stipendio. A sostegno della Sua tesi cita la Thyssen di Torino. E’ vero, lì il sindacato non ha fatto il suo mestiere. Ma, sul cogeneratore, dal punto di vista della sicurezza, sfonda una porta aperta. In 13 anni, l’impianto non ha provocato infortuni mortali. Non ci sono persone che hanno contratto cancro o malattie professionali. Crede che se qualcuno avesse una cosa del genere, non andrebbe subito dal sindacato? Che non verrebbe fuori un polverone?

  7. Ubaldo permalink
    febbraio 5, 2010 5:21 pm

    le sue considerazioni a sugli imprenditori dovrebbe dirla ai lavoratori di Termine Imerese o della Novartis di Siena e di tante altre realtà che buttano fuori i lavoratori per poter fare profitti da altre parti o solo per massimizzarli….non penso la prenderebbero bene…..ma è un mio pensiero…
    Non lo è invecenella maniera più assoluta “Che i lavoratori siano prostitute” questo lo dice lei! ciò che penso non può dirlo lei e attribuirlo a me, sono parole solo sue, non me le metta in bocca, tanto più che sono l’esatto contrario di quello che dico…
    Se lei pensa che io pensi….non è solo una sua elucubrazione mentale, ma è soprattutto scorretto, spero che se ne accorga.
    Quello di attribuire agli altri paternità di idee che non hanno è’ un vizio che è in molti quando non vogliono rispondere nel merito..
    Quanto al “Non ci sono persone che hanno contratto cancro o malattie professionali”
    ci sono due piccole cose su cui riflettere
    1) sino ad ora SE dice di aver bruciato biomasse “carbon neutral”, non CDR o rifiuti speciali, le risulta il contrario? e le biomasse la diossina o nanopolveri non le producono, o mi sbaglio….per cui come sarebbe possibile avere malattie da diossina e nanopolveri se non vengono emesse? Inoltre dall’esposizione al manifestarsi della malattia possono trascorrere diverse decine di anni.
    2)faccia una piccola ricerca sulle morti da amianto…e vedrà che anche lì, prima si negava tutto, anzi c’è qualcuno che lo nega ancor adesso…
    Chi non conosce la storia è condannato a ripeterne gli stessi errori… io non lo voglio, spero che anche lei sia d’accordo

    Ma ciò che trovo più demoralizzante è questo cercare un nemico a tutti i costi, cercarlo dove non c’è e se non c’è fabbricarlo, attribuirgli pensieri che non ha, parole che non dice… prima le avevo fatto delle domande di merito, non vedo le risposte
    Farabutti, Ladri!!! così veniamo insultati… è davvero demoralizzante….

  8. febbraio 5, 2010 6:41 pm

    Invece di parlare attraverso slogan, credo che farebbe meglio a rispondere alle mie domande. Lei ha scritto:

    per cui SI penso che la frase sopra riportata esprima una possibilità reale, ALMENO nella sua prima parte (quella del ricatto), dove non vedo l’offesa

    In questo modo lei, è vero, non definisce i lavoratoratori prostitute, ma, peggio li definisce come degli zombie in mano alle aziende e, sinceramente, mi semba piuttosto offensivo.

    Detto questo, quando l’impianto, nella sua vecchia versione bruciava in via sperimentale CDR, prima di essere sequestrato è Lei in grado di sostenere che sono stati violati i limiti di legge riguardo alle emissioni?

    Inoltre, torno a farLe le mie domande: chi ha interesse a questo stallo che dura da 13 anni? Chi ci ha giadagnato? Perchè nell’inchiesta pubblica non ci sono persone neutrali essendoci due persone di fiducia di Marras e l’Ing. Rabitti che ha un’opinione ben precisa?

    Quando Lei, o qualcuno dei Suoi, sarà in grado di rispondere a queste domande, credo che il confronto potrà andare avanti in maniera serena. Altrimenti, come dicevo all’inizio, si parla solo e soltanto di slogan da campagna elettorale.

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