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Utopia a 5 stelle: la gestione rifiuti dei grillini di Follonica

febbraio 8, 2010

Poco tempo fa, questo blog ha ospitato una discussione tra me e Ubaldo Giardelli della Lista Follonica a  Stelle. I contenuti sono qua. Finora, sulla faccenda cogeneratore ho parlato solo ed esclusivamente in termini politici. Non mi sono avventurato in disquisizioni tecniche. Ora la domanda che mi pongo è: esiste una valida alternativa all’incenerimento? Quanto tempo ci vuole per realizzarla? Per la Lista a 5 stelle sì, ma nel programma di Ubaldo Giardelli, non si sa quando questa utopia si realizzerà.

Uno tra i punti-cardine è la creazione di un distretto industriale dei rifiuti (DIR) che si dovrebbe occupare di riciclare tutto il materiale e di creare posti di lavoro. Dove dovrebbe nascere questo DIR, non si sa. Come non si sa quanti posti di lavoro verrebbero creati e come non si sa quanto costerebbe in termini di territorio (ettari da occupare, ad esempio) nè le tecniche e le tecnologie da utilizzare.

La seconda criticità è che si pensa di ridurre i rifiuti quasi esclusivamente limitando l’usa e getta nelle sagre e nelle strutture pubbliche. Limitare l’usa e getta sugnifica, sostanzialmente, sostituire i bicchieri e i piatti di plastica con vetro o plastica riciclabile. Questa idea non sarebbe male. Il problema è che non esiste una stima su quanto questi interventi dovrebbero incidere. Ad occhio e croce, le famiglie sono il vero problema. Infatti, ecco la risposta magica.Differenziata spinta. Porta a porta e compostaggio in giardino. A parte che il compostaggio puzza, – questa obiezione è stata rivolta al pomodorificio di Scarlino da persone molto più valide di me – quanto costa il porta a porta? Vale veramente la pena fare il porta a porta? Fare il porta a porta con la differenziata spinta significa che ogni cittadino di Follonica dovrebbe utilizzare un numero di sacchetti dai tre ai sei. La plastica deve essere separata per colore  e polimero, il tetrapack non dovrebbe andare con la carta etc. Gli anziani?  Ma, al di là di questi ostacoli, facilmente aggirabili, è ancora l’aspetto finanziario che non mi convince: quanto dovrebbe essere premiante la tariffa? Come vengono colmate le differenze?

La terza criticità è la mancanza di una road map con date certe e sicure. Quello di Giardelli è un esercizio di stile, molto bello, in alcune parti condivisibile – se il contratto è quello non c’è dubbio che vada rinegoziato – manca delle certezze delle quali il Comune di Capannori si è dotato. Va benissimo la raccolta differenziata al 75%, ma entro il 2020. Tra dieci anni. Il problema è, nel frattempo?

Mi permetto di ricordare una cosa. Gli inceneritori di ultima generazione, non da me, ma dall’Associazione Italiana di Epidemiologia vengono considerati sicuri e non sono considerati un rischio per la salute umana. Puntare al rifiuto zero è un sogno, ma per realizzarlo l’esistenza degli inceneritori è una scomoda (ma mica tanto) verità da accettare.

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4 commenti
  1. febbraio 9, 2010 4:11 am

    scusa una domanda. Ammesso che fra un mese la provincia dica che a Scarlino si può bruciare CDR, tu da dove pensi che arriverà?

  2. febbraio 9, 2010 12:45 pm

    Per quanto mi riguarda puo’ venire da qualunqua partr d’Italia.Cosa c’entra?

  3. febbraio 10, 2010 5:40 pm

    Mi pareva che il tuo post ruotasse attorno alla gestione dei rifiuti nel nostro territorio; evidentemente ho frainteso. Allora ti chiedo quale dovrebbe essere, secondo te, la gestione dei rifiuti nel nostro territorio (considerato che NON è scontato che il CDR all’impianto di Scarlino Energia arrivi o dalla nostra provincia o dall’ATO Sud Toscana)?

  4. febbraio 10, 2010 6:07 pm

    Il mio post parlava del territorio, è vero. Ma, a parte questo tutto, cosa ci sarebbe di male se il CDR rispettando tutte le leggi, i vincoli ambientale etc. etc. etc. quale sarebbe il problema? Non è che quando facciamo il pieno di benzina, ci chiediamo da dove proviene il petrolio che è servito per produrla.
    A parte questo, il rifiuto zero, se ho capito bene la strategia di Capannori, significa raccoa differenziata al 75% da raggiungere entro il 2020. Se anche da noi si adottasse una politica del genere, la domanda è: cosa facciamo nel frattempo? Dove manidamo il 25% di rifiuti non riciclati?

I commenti sono chiusi.