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Una lezione da imparare

febbraio 10, 2010

Se c’è da trarre un insegnamento dalla faccenda Agrideco è che la non pianificazione dei rifiuti aiuta le ecomafie. Semplice: dove li smalitiamo i rifiuti? Chiediamo a qualche imprenditore senza troppi scrupoli e amen, chi se ne frega. Non lo dico io, lo dice greenreport:

Quello che serve è un governo del settore che faccia chiarezza sulle quantità effettivamente prodotte, che dia norme coerenti e cogenti su cosa e come può essere recuperato e su cosa, come e dove deve essere smaltito, per dar seguito poi alle necessarie procedure per poter realizzare gli impianti necessari.

Già gli impianti necessari. Il problema è che basta la parola incenerimento a scaldare gli animi. Non parliamo della parola discarica. A proposito di incenerimento, in quel di Ravenna, a poche centinaia di metri dall’impianto dei Marcegaglia, c’è un termovalorizzatore, l’F3, proprietà di Hera, che brucia rifiuti tossiconocivi. Quegli idioti, servideipadroni da mandare, grillianamente, s’intende, affanculo dei ravennati non hanno mai costruito un comitato contro quell’impianto che opera dal lontano 1997 avviato, tra l’altro, dai dipendenti del Cogeneratore di Scarlino, dal momento che l’F3 era di proprietà di ENI Ambiente.

La faccenda F3 non c’entra granchè con quella di Agrideco, è vero. Ma ci tenevo a metterla in evidenza per due motivi. Uno: possibile che in Romagna, un territorio, volendo, simile al nostro, convivano insieme turismo, industria e valorizzazione del territorio? Due: a Ravenna l’ENI ha costruito quell’impianto contemporaneamente a quello di Scarlino togliendo alle mafie una parte di rifiuti. Nel nostro territorio, il piano provinciale dei rifiuti non è ancora stato attuato. Quanto dovremo attendere prima che nella gestione dei rifiuti urbani entrino la mafia e altri imprenditori disonesti?

Teniamo presente una cosa: Scarlino Energia è una società semipubblica. Il suo 65% è di Siena Ambiente. L’ARPAT controlla il Cogeneratore dalla sua costruzione. Non è forse meglio che i rifiuti solidi urbani finiscano al cogeneratore piuttosto che nel caos come a Napoli e Palermo?

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