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Contro l’embargo

marzo 12, 2010

C’è una pratica antipatica e inelegante da parte delle grandi aziende e delle istituzioni pubbliche che è quella dell’embargo. In pratica, un’istituzione ha una notizia, manda un comunicato stama a chi di dovere e poi ci scrive:

NON DIVULGARE PRIMA DI TOT ORA, GIORNO, MESE etc. etc. etc.

Questa è la simpatica strategia che seguono le Questure quando hanno delle notizie che potrebbero pregiudicare delle indagini, ma che, per un motivo o per l’altro, vengono tenute segrete.

Questa pratica è molto antipatica, soprattutto quando ci sono notizie importanto per il futuro della comunità e che vengono tenute solo all’interno di una ristretta cerchia senza che queste possano uscire. Va tutto bene, però, nel monento in cui certe decisioni vengono prese, o le notizie vengono date subito, oppure è bene chiudere la bocca e stare in silenzio.

Questa pratica è molto diffusa e limita la libertà del giornalista, o del comunicatore in senso lato, che si trova davanti ad una vera e propria censura data l’asimmetria che esiste nel potere tra mondo dell’informazione e mondo delle istituzioni/imprese che, nel caso l’embargo venisse violanto, smetterebbo di dare notizie ad alcune testate.

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