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Il granchio di Travaglio

marzo 13, 2010

Ora, ci tocca parlare male di Travaglio e del suo Il fatto quotidiano. Ne parliamo male per la sua ultima inchiestona che dovrebbe delegittimare, nell’ordine:

  1. Ag Com
  2. D.G. Rai
  3. Palazzo Chigi

La premiata ditta Travaglio&Co ha preso un granchio clamoroso per due motivi:

  1. E’ normale che un consigliere dell’Ag Com espressione del partito di Berlusconi provi a tirara l’acqua al suo mulino
  2. E’ normale che il DG della Rai sia politicizzato

Andando a vedere come viene eletto il Consiglio dell’AgCom, scopriamo che viene eletto dalle Camere in modo tale che 4 consiglieri siano di maggioranza e 4 di opposizioni, mentre il presidente, di nomina governativa, deve, comunque, ricevere dal Parlamento un’investitura bi-partisan.

Ricostruendo il caso di specie, dicono le persone serie, Travaglio dice: ok, il Presidente ha fatto pressione su un suo consigliere in AgCom per far chiudere Santoro. Benvenuti sulla Terra, queste cose succedono. Da questo punto di vista, l’inchiesta di Travaglio non ci dice altro che la Legge Maccanico ha fatto il suo lavoro, dal momento che il presidente Calabrò avrebbe opposto una forte resistenza all’attività di lobbying di Berlusconi.

la Rai è politicizzata. Lo è il suo CdA nominato dalla Commissione di Viglianza. Lo sono i suoi principali dirigenti. Perchè il Presidente è Petruccioli? Perchè serve da garanzia nei confronti del DG esponente di maggioranza. Il problema, semmai, non è mettere in evidenza che Palazzo Chigi faccia pressioni sulla Rai. E’ la Rai ad essere ostaggio di Palazzo Chigi soprattutto per colpa della Legge Gasparri e di una miopia di fondo della classe politica nei confronti del giornalismo e del mondo dell’informazione.

Quindi, cosa ha scoperto Travaglio? Il niente. Ha solo preso l’occasione per fare un favore a Berlusconi. Le intercettazioni, per quello che ho capito, parlano di un Berlusconi che ha fatto pressione nei limiti della legalità. Probabilmente, il gesto non è così elegante o rispettoso, ma fa parte del gioco. Esistono delle regole che lo permettono. In fondo, la democrazia dovrebbe essere un punto di equilibro tra poteri i quali si tengono sotto controllo a vicenda.

Non è il caso di scandalizzarsi per questo. E’ molto più scandaloso il caso Fastweb. Qui, parliamo di una democrazia che fa il suo mestiere. Anche negli USA, il tempio della stampa libera, Barak Obama tenta di portare dalla sua parte i media. Il problema non è in chi tenta di imporre qualcosa, ma nella schiena dritta di chi deve fare il proprio mestiere e in un’opinione pubblica in grado di comprendere, leggi alla mano, le regole del gioco.

La prima grande inchiestra della Travaglio&Co è un pacco. Travaglio non lo sa. E io ho il sospetto che sia un tranello al quale poco sono usi i nostri giornalisti. Chiamasi fabrication, storia costruita ad arte. E la fretta ha fatto un brutto scherzo ai giornalisti de Il fatto quotidiano: ci sono cascati.

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