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Come sconfiggere Berlusconi

marzo 31, 2010

Come i matti che si credono Napoleone e pensano a come l’Imperatore avrebbe potuto evitare la disfatta di Russia, io penso a come sconfiggere Berlusconi. E’ molto triste, ma chissenefrega.

1. Le persone giuste al posto giusto.


Esiste un elemento chiave, nel mondo della comunicazione. Si chiama professionalità. E’ un discorso scomodo da fare nel nostro Paese dove, si pensa, basti avere un paio di tette o un bel sorriso e si è pronti ad andare davanti una telecamera. Non è così. Lo dimostrano la campagna elettorale di Enrico Rossi e quella di Obama. In particolare, il primo presidene nero della Storia è riuscito a vincere grazie ad un’agenziadi comunicazione, la Blue State Digital che  è riuscita a:

  • raccogliere fondi
  • mobilitare volontari

Di conseguenza, Obama ha vinto le elezioni. Come dire, il carisma conta, ma anche avere le professionalità giuste ha il suo peso. Se pensiamo che la mobilitazione dei volontari è stata gestita attraverso un software e che i fondi sono stati raccolti anch grazie a facebook, capiamo quanto la sinistra italiana sia indietro. Non così la destra che, grazie al buon Camisani Calzolari ha una strategia on-line di tutto rispetto. Non si tratta solo di una questione di media digitali. E’ proprio una questione di selezione e di scelta delle figure professionali delle quali un partito si deve dotare per competere da un punto di vista elettorale. A proposito, il Pd ce l’ha uno spin doctor?

2. Andare dove c’è gente


Al TgR Lombardia, il neoeletto sindaco di Lecco, del PD, ha parlato di una campagna elettorale svolta in:

  • supermercati
  • parrocchie
  • associazioni

Anche io ho fatto volantinaggio al supermercato, ma non è solo grazie a due volantini che si convincono le persone a votare. Prima bisogna convincerle che è una buona idea andare al seggio. Poi, che è una buona idea votare Pd. Dare un volantino è un’operazione talmente semplice che anche una scimmia ammaestrata potrebbe svolgerla. Parlare davanti ad un’assemblea di un’associazione no, come è dificile parlare ad una persona che è stanca di ricevere solo propaganda politica. Per questo, non c’è altro che il punto 1. Ma per risolvere questo problema, serve gente addestrata se non professionalmente, almeno a sostenere una discussione. Come servono persone che sappiano come funziona la Rete  e come leggere i feedback che da Internet arrivano in ordine sparso. Non c’è niente da fare, il punto 1 è la madre di tutti i problemi. Ma, anche qui, c’è la soluzione magica.

3. Formazione e addestramento

Quando vedo i talk show, mi stupisco di come i portavoce del centrosinistra vengono sempre, continuamente fatti a pezzi dai loro colleghi di destra. Perchè? Non è possibile che, nel mondo della comunicazione, non ci sia qualche consulente di sinistra?

Da che mondo è mondo, una tra le principali doti dell’uomo politico c’è stata la retorica. In un’agorà frequentata da milioni di persone come la TV come è possibile scordarsi di questa semplice verità? Non si tratta di studiarsi cose complicate. Basterebbe aprire uno tra i manuali di public speaking più antichi che conosciamo, La retorica a Gaio Erennio di Cicerone, fare un po’ di esercizio davanti allo specchio  e  molti dei politici Pd smetterebbero di fare figure meschine davanti ai microfoni dell’etere nostrano.

Non è solo questo, quello che serve è una formazione della base. La base deve essere in grado di comprendere il mondo che le sta attorno, di porsi domande e di saper rispondere alle domande degli elettori. In questo momento, le informazioni da Roma o da Firenze arrivano solo a mezzo stampa. Non va bene: i militanti devono essere informati prima, se vogliamo che sappiano cosa dire agli altri cittadini e che la membership non sinifichi solo servire la cena alle feste di partito.

Su fb avevo promesso 10 passi. Sono solo 3. Messi così, sono semplici e banali. Alla portata di tutti, quasi come vincere elezioni fosse la stessa cose che cucinare un piatto di 4 salti in padella Findus. Purtroppo non è così. In un contesto di alto astensionismo, le forme di comunicazione politica devono sofisticarsi e professionalizzarsi in modo da convincere sempre più persone ad andare a votare e per farlo, serve che i partiti del centrosinistra evitino di piangere sul conflitto di interessi di Berlusconi. Certo, il Cavaliere ha un vantaggio competitivo molto forte, ma ha anche delle strutture professionali in grado di monetizzarlo. Se vogliamo quello del Pd è il problema del Vietcong. Si trova davanti un esercito professionale in grado di colpire più o meno ovunque, ma dovrebbe sapere che con il su Ak-47, le sue trappole, nascoste nella giungla,il suo radicamento territoriale e la sua determinazione, gli americani non avranno chance di sconfiggerlo. Leggi: non serve essere grandi per vincere. In politica, l’intelligenza e la capacità di analisi possono compensare la mancanza di mezzi. Non ci credete? Liberi di continuare a piangervi addosso.

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4 commenti
  1. aprile 2, 2010 10:00 am

    ascolta un attimo me, giornalista-web: lo conosci vero wikileaks?
    Se per sbaglio la risposta fosse no, provvedi subito a rimediare.

  2. aprile 2, 2010 2:17 pm

    Esimio collega, sì che lo conosco. Non ho i soldi per sostenerla, ma sì, perchè?

  3. aprile 2, 2010 3:01 pm

    così – m’era venuto in mente che poteva interessarti.
    Buona Pasqua!

  4. aprile 2, 2010 3:29 pm

    Grazie, auguroni anche a te.
    😀

I commenti sono chiusi.