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Web 3.0

aprile 13, 2010

C’è una rivoluzione, nella Rete e, tanto per cambiare, dobbiamo ringraziare Steve Jobs. Il web 3.0 non assomiglierà a niente che abbiamo visto finora, sarà un’esperienza meno ricca di quella che viviamo oggi e, soprattutto, sarà senza Google. Cosa sono le apps del melafonino, in fondo, se non modi per aggirare Google e i browser? Pensate all’applicazione per Facebook, piuttosto che a quelle per Twitter e per lo stesso wordpress. Non si deve neanche aprire Mozilla e sono lì, ad aspettare un nosto click per portarci dove desideriamo (dove qualche ufficio marketing ha deciso che andiamo). Questo permetterà agli editori di aggirare Google e a Apple, tra l’altro, di entrare nel mercato della pubblicità.

Questo pone scenari ambigui per la blogosfera. In fondo, i blog di piccolissime dimensioni come questo non hanno possibilità di farsi un’applicazione dedicata da mettere a disposizione degli utenti. Il discorso è differente per quanto riguarda colossi come Spinoza o Arianna Huffingtong. Per loro, sviluppare una app non dovrebbe essere troppo complicato. Però, noi blogger medi abbiamo una speranza. Oltre a Facebook e twitter, il nostro sacro Graal sono gli aggregatori. Se gli aggregatori saranno in grado di produrre applicazioni sul modello di Times Reader, forse qualche speranza di sopravvivenza l’abbiamo. Altrimenti, saranno cavoli amari per tutti noi.

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