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Pensieri in libertà

aprile 25, 2010

Di ritorno da Perugia. In attesa di mettere insieme le clip che ho messo insieme, alcune riflessioni dopo l’International Journalism Festival.

Le scuole di giornalismo servono

I giornalisti, oggi, sono professionisti che devono avere un bagaglio anche tecnico che meno di un decennio fa era impensabile. Twitter nel 2005 non era nato e l’iPod era una meraviglia della tecnica. Oggi, esiste l’iPad e c’è una proliferazione di cose delle quali il giornalista deve avere bisogno. Secono, mi tocca dare ragione a Bechelloni quando afferma che i giornalisti hanno bisogno di sempre maggiore cultura professionale e devono studiare sempre di più. Cosa sia un leverage buyout è meglio saperlo prima di entrare nelle redazioni. Avviso ai naviganti: studiare, studiare, studiare.

Il sospetto non è berlusconiano

Chiedersi quale sia l’interesse che difende una vera e propria lobby come (esempio a caso) il Comitato del No non è vittoriofeltrismo. Faccio il mio mestiere, cioè, esercito il sospetto che chiunque abbia qualcosa da nascondere. Si tratti della Croce Verde, di un comitato di cittadini, di una giunta provinciale, del Presidente del Consiglio fino al Segretario Generale delle Nazioni Unite, il Papa o, perchè no, Gino Strada non ha importanza. E’ necessario interrogarsi, soprattutto quando ci sono fenomeni, in apparenza, nati dal basso che mettono a repentaglio la fiducia delle istutuzioni o le istutuzioni stesse. Non si tratta di dire tutto è mafiaIl ruolo dei news media (qundi anche dei blog) è dire che c’è e la società dovrebbe essere capace di espellerla, la mafia, tanto quella di destra, quanto quella di sinistra.

Evitare paternalismi

Quando mi incazzo contro Beppe Grillo o contro qualche suo emule maremmano, c’è sempre qualche piccola personalità locale o, comunque, qualche figura non di primissmo piano che tenta di farmi abbassare la cresta accusandomi di essere:

  • Presuntoso
  • Non all’altezza di quello che vorrei essere
  • Vittoriofeltrista

solo perchè mi azzardo a porre loro delle domande. Signore e signori, se passate di qua non per rispondere alle mie domande, ma per dirmi che non devo votare un certo partito o pe farmi paternali, girate alla larga.

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3 commenti
  1. aprile 26, 2010 9:57 am

    M’è dispiaciuto non essere lì a Perugia. Ho seguito l’intervento di Al Gore e Saviano, come sempre evocativi, decisi maestri di retorica: a volte non so veramente che farmene dei “sì e no”, dei “sebbene”, dei “tuttavia”. Come se nel sostenere un’idea dovessi per forza dar credito anche agli altri, lasciare aperta una porta che in realtà è un via di fuga per i ripensamenti.

    Che per essere giornalisti ci sia (o ci debba essere) da studiare è indubbio.

    Su Bechelloni non mi esprimo, poiché tutto vede, e ho ancora esami da dare.

    in bocca al lupo per venerdì : )

  2. aprile 26, 2010 10:10 am

    Hai ragione, non ci deve essere pregiudizio, ma sospetto sì. In fondo noi che siamo nei media siamo i buttafuori della sfera pubblica. Dobbiamo essere sempre vigili e vedere potenziali piantagrane ovunque. Basta scrivere solo (e solo se) siamo sicuri di quello che scriviamo.

    Crepi 😀

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