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Guerra e Mass Media

giugno 17, 2010

Mi sono appena letto Guerra e Mass Media (ISBN 978-88-430-3916-6) e ne sono rimasto fondamentalmente deluso. Per due motivi. In primo luogo, sembra che i media occidentali siano tutti appiattiti al ruolo di cassa di risonanza della propaganda del Dipartimento di Stato e, in secondo, si ha l’impressione che i fatti siano solo costruzioni sociali e non cose che accadono davvero. Sul primo punto, onestamete, l’autore, Enrico de Angelis, ha abbastanza ragione.  In effetti, negli ultimi 20 anni, se ci fosse stata una dichiarazione del portavoce della Casa Bianca secondo cui gli asini volavano, i giornalisti del NY Times sarebbero andati a vedere se qualche ciuchino svolazzava nei dintorni del loro grattacielo. Tuttavia, è anche vero che i grandi giornali hanno contribuito a darci una mano a capire in che razza di mondo viviamo. In secondo luogo, se ci sono dei tagliagole in giro per il panorama internazionale non è colpa del governo americano (oddio….). O, se  è colpa di Washington, almeno non sarà colpa della stampa mondiale che, anche in condizioni di difficoltà, spera di dare una mano a capire la realtà. Insomma, che Saddam fosse un sanguinario dittatore, non è colpa dei giornali. Lo è. Forse, noi che ci occupiamo di comunicazione, dovremmo smettere di ragionare solo in termini di percezioni e dovremmo cominciare a capire se quelle percezioni siano fondate o meno.

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