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L’urlo del tribuno e il diritto di esistere

luglio 18, 2010

Che si parli di indulto o di treni ad alta velocità, di intercettazioni o di loggia P2, il blog di Grillo serve a tenere viva la fiamma della relazione attraverso un continuo doping delle opinioni: non c’è scampo per chi è criticato da lui, perché non c’è spazio nella mente collettiva dei suoi sostenitori per il dolore della complessità, per i pensieri contraddittori, per i contenuti non in sintonia. (Eretici digitali)

Di questo modo di concepire il dibattito pubblico da parte di qualcuno in Rete e non solo, ho avuto prova proprio oggi. Apro la mia casella di posta e un certo Pippo mi scrive:

quando, come per l’amianto, tra una ventina d’anni gli inceneritori saranno messi fuori legge perchè accorciano la vita delle persone, rileggiti tutte le cazzate che hai scritto su questo blog e forse ti sentirai come io già ti vedo adesso.

In pratica, io scriverei stronzate. Una dietro l’altra. Il problema è, chi stabilire chi abbia il diritto di dire cosa sia una stronzata o cosa no. A parte che questo commento è fuori contesto. Io contestavo ad una giornalista lucchese di non aver fatto bene il proprio mestiere. Ma poi, su questi temi, c’è un dibattito in corso. Per quanto qualcuno sostenga una tesi ben documentata, qualcun’altro ne ha pronta un’altra che dimostra il contrario. Come si può essere così radicali su temi che hanno a che fare con la salute pubblica? Come si può dimenticare che in questi impianti ci lavorano delle persone e, qualora facessero male, la principale preoccupazione dovrebbe essere rivolta nei loro confronti? A questa obiezione ha risposto Ubaldo Giardelli, ex candidato sindaco di Follonica (poco meno del 3%) il quale ha sostenuto che i lavoratori hanno paura di perdere anche quel poco di lavoro che hanno e, quindi, sono disposti a prostituirsi: se  il 40% dei lavoratori di Pomigliano ha votato no al referendum in condizioni molto peggiori, rispetto a quelle che offre la pur disastrata Maremma, qualcosa vuol dire.Questa voglia di urlare e di scagliarsi contro un bersaglio, invece che parlare di programmi, ha dell’incredibile. Questa necessità assoluta di pontificare senza possibilità di errore, questa voglia di denunciare sempre e comunque complotti che, poi, alla fine, non esistono ha più dello psichiatrico che del politico. Purtroppo, quando si parla di laicità, andrebbe aggiunta una postilla: laicità significa anche  discutere dando legittimità a tutti, di esistere.

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2 commenti
  1. luglio 18, 2010 12:24 pm

    Ah scusa, faccio solo notare che ben il 60% dei lavoratori di Pomigliano ha votato SI al referendum “in condizioni molto peggiori, rispetto a quelle che offre la pur disastrata Maremma, qualcosa vuol dire.”

  2. luglio 18, 2010 2:03 pm

    E’ un segnale. Se poi, neanche chi si proclama di sinistra non crede ai lavoratori e alla loro intelligenza, questo è un problema.

I commenti sono chiusi.