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Alcuni pensieri sconnessi e in libertà

agosto 3, 2010

Grillini e simpatizzanti mi hanno fatto notare che Grillo non si candiderà alle Politiche. Lui, come al solito, preferisce mandare avanti qualcun’altro. A parte questa autentica vigliaccata politica, mi sono appena letto l’Intervista di Grillo al Secolo XIX dove Grillo non dice niente a parte quell0 che tutti sappiamo già. La cosa che mi stupisce, però, è il modo primitivo con cui concepisce la Rete e il suo funzionamento. Per dirne una, se guardiamo allo stato di Wikipedia.it vediamo che la versione italiana dell’enciclopedia libera non sta molto bene. Anzi. Le discussioni sono, generalmente, deboli e non è che ci siano molte voci, mentre la versione inglese funziona molto, molto meglio. Parlando di blog, neanche la blogosfera italiana sembra essere all’altezza della controparte anglosassone in quanto basata su un conformismo di fondo che vede nella mistica della rete e della contrapposizione tra blog e giornali buona parte della sua ragion d’essere. Purtroppo, così non è. I blog hanno bisogno dei giornali per scrivere qualcosa, altrimenti, me lo spiegate da dove prendiamo le informazioni? Non dai giornali, ma dai giornali on-line che sono costole dei cartacei. Insomma, da quando Macchianera ha scoperto Mario Lozano sono passati parecchi anni e questo vorrà pur dire qualcosa.

La freddezza con cui sul profilo di Repubblica su Facebook è stata accolta la discesa in campo del MoV mi fa pensare che, forse, la piccola battaglia che sto tentando di combattere contro Grillo ed emuli vari non ha una grandissima ragione di esistere. Credo, però, che il modo di concepire la Rete come buona e giusta in quanto tale sia pericoloso e fuorviante. Se passasse il concetto che tutto quello che passa su Internet e viene dal basso  è buono per natura, allora non abbiamo capito niente o quasi di quello che è successo nel mondo dell’informazione negli ultimi anni. Se, oggi, un Governo volesse costruire una fabrication come quelle della prima Guerra del Golfo, quanto pensate che ci voglia prima che venga scoperta?

Sala controllo della BP a parte, immaginiamoci questo scenario: su YouTube appare l’immagine sgranata fatta con un telefonino di una ragazza che sembra essere brutalmente picchiata dai Bassij iraniani. Onestamente, il filmato è talmente vago che quella scena potrebbe essere stata girata anche per le strade di Parigi. Tuttavia, il fatto che sia stato un utente che si chiama grennrevolutionarmy gli conferisce uno straccio di autorevolezza. Il video embeddato su un blog in lingua farsi e comincia a diffondersi viralmente. Come possiamo difenderci da queste manipolazioni della rete che possono, comunque, essere portate avanti con i mezzi e con la malizia giusti? Giusto, sarebbe solo una questione di tempo, prima che la menzogna venga smascherata. Ma se questo incidente venisse addotto come pretesto per una guerra?

In altre parole, se vogliamo mettere in ordine nel mondo che ci circonda, non possiamo affidarci ad un medium (Internet) piuttosto che ad un altro (Televisione). La cosa importante, siamo noi. Noi lettori, telespettatori etc. dovremmo essere in grado di leggere il giornale con un distacco quasi olimpico. Prendere tutto con beneficio di inventario e non innamoraci di GURU.

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4 commenti
  1. Alessandro permalink
    agosto 3, 2010 3:38 pm

    Il mondo è bello perchè è vario, in fondo. Lieto di pensarla diversamente.
    Naturale che un elettore PD ce l’abbia con Grillo, è un’idrovora di voti (Piemonte docet).

    Prima scrivi di citizen journalism e di creazione di notizie, poi ti chiedi da dove i blogger prenderebbero le notizie se non dalle costole web..Bah non passo nemmeno in rassegna tutte le altre contraddizioni, in fondo se la sinistra non esiste più è anche a causa di non-ideali-non-uniti. Diaspore, inciuci e litigi. Questo è il PD. Questo tuo secondo post sull’argomento rafforza e conferma le naturali perpessità di un IPOTETICO elettore di sx.

    Addio, grazie di aver fugato i miei dubbi. Noto che altri commentatori la pensano allo stesso modo. La visione del web di Grillo sarebbe arretrata UAHAH che minchiata. E se chiedi a Bersani dell’iPhone ti dice che lo usa, sì. Ma da casa.

  2. agosto 3, 2010 3:43 pm

    quale web? Io parto dal presupposto che il giornale è solo un’applicazione che va su carta. Il problema non è la questione se i giornali siano cartacei o web. Il problema è che per alimentare il dibattito pubblico servono, comunque, grandi organizzazioni di notizie professionali. Il citizen journalism, ammesso che in Italia esista, non può farcela da solo. La concezione della Rete di Grillo è passata di moda nel 2008, quando ci si è resi conto del fatto che dal basso non nasce niente e, anzi, la conversazione deve essere controllata da chi l’ha iniziata. E’ questo, quello che sta facendo Grillo, grazie ai servizi di Studioleggio, o Berlusconi con Speakage.

    http://www.agoravox.it/Grillo-si-presentera-alle.html

  3. Alessandro permalink
    agosto 3, 2010 3:50 pm

    Certo, ci mancherebbe. Su questo almeno siamo d’accordo.

    Ma cosa c’entra “il modo primitivo di concepire la rete” con Wikipedia Italia (che fa schifetto, si sa) o con la blogosfera? . Il web è internazionale, mica ti devi fermare al .it. Noi italiani siamo caproncelli, si sa, ma io il “conformismo di fondo” proprio non lo vedo.

    Basta avere un blog su wordpress, scriverci 2.0 da qualche parte e voilà avanguardia? Io non penso proprio.

  4. agosto 3, 2010 4:05 pm

    Una tesi di laurea sui rapporti tra blog e giornalismo può bastare? Non per essere all’avanguardia, ma per avere un quadro della questione :p. Il problema è che Grillo opera in Italia, è italiano e si muove in un contesto dove si fa fatica a parlare neanche di conversazione, ma di multimedialità. Credo che tu lo sappia meglio di me. Il conformismo lo vedo nel momento in cui su blogbabel alla notizia che la lista 5 stelle si sarebbe candidata alle Politiche l’unica voce critica era la mia. Il conformismo deriva dal fatto che, quando si parla di Rete, nella blogosfera italiana non ci sia un dibattito su cosa noi blogger, in definitiva ci stiamo a fare. Questa questione l’ha risolta un bellissimo studio di Harvard del 2004 che metteva in evidenza come i blog servano da controllori della stampa. Qui, la percezione diffusa (e guai a metterlain discussione) è che i blog siano alternativi ai media mainstream quando, invece, ne seguono l’agenda in un modo ossessivamente aderente. E’in tutto questo che vedo conformismo.

I commenti sono chiusi.