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Noi giovani e l’io perduto.

agosto 25, 2010
La Repubblica

Image via Wikipedia

Un articolo de La Repubblica di qualche settimana fa mi ha aiutato a sistematizzare quello che sospettavo da un po’. La mia generazione sembra vagheggiare in un limbo nel quale si sa a fatica chi si è. Noi che siamo nati alla fine degli anni ’80 abbiamo capacità e intelligenze che le generazioni precedenti non hanno (pensate all’utilizzo delle nuove tecnologie) eppure, sembriamo incapaci di trasferire a terra la cavalleria che abbiamo nella nostra testa.

Se scegliere che facoltà fare dopo le superiori diventa una roulette, immaginiamo le conseguenze in termini di società civile che questo può comportare. Se non si sa che strada scegliere, come si può pretendere di sapere che partito votare, quale programma scegliere e quale tesi sostenere. Tutto si perde in un niente all’interno del quale è difficile, se non impossibile, orientarsi, considerato anche quante informazioni riceviamo.

E’ vero che ad una certa età si dovrebbe essere capaci di scegliere, di porsi all’interno di un qualsiasi orizzone, avere una percezione di se stessi in quanto individui, ma è anche vero che la capacità di giudizio è un esercizio che va coltivato nel tempo. Spiegare ad una persona che è un individuo e che deve darsi una mano per sopravvivere è un compito del quale qualcuno si dovrebbe fare carico.

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4 commenti
  1. agosto 25, 2010 4:39 pm

    Eh si… siamo la generazione che dovrà riparare tutti i disastri delle generazioni passate… e a dire la verità… guardandoci non ci vedo tanto preparati. Siamo ipertecnologici… però nello stesso tempo schiavi di questa società malata.

    Oggi ho letto un articolo in cui veniva denunciato il fatto che all’università i ragazzi per iscriversi vanno con i genitori oppure con i nonni. Chiaro che questo non va bene… ma poi quali migliori possibilità di indipendenza ci offre questa società. Dicono bamboccioni … ma poi che fare… uscire di casa con le mani in mano? Andare a lavorare… perché non devo avere la possibilità di studiare se lo desidero veramente? Poi fare una vita da operaio… non è una grande realizzazione.

    Farebbero meglio a chiudere la bocca i nostri politici… e dare qualche prospettiva di futuro a una generazione vagante e insicura.

  2. agosto 25, 2010 5:05 pm

    I politici purtroppo servono. Io non ce l’ho con i politici, sono molto più arrabbiato con i nostri genitori e con i nostri insegnanti, con quelle persone che hanno rinunciato fare il loro mestiere e ad insegnarci che siamo persone con tutto quello che ne consegue.

  3. agosto 25, 2010 6:12 pm

    Il riferimento ai politici l’ho fatto perché spesso si preoccupano di prenderci in giro mentre non vedono in che me**a nuota il loro paese.

    Comunque si hai ragione a prendertela con insegnanti e genitori. Genitori perché lavorano tanto e le ore da dedicare all’educazione della prole sono ridotte… poi con tutto lo stress… figuriamoci. Insegnanti (fino alla facoltà… nel momento dello sviluppo della personalità)?… lasciamelo dire… manca il buonsenso delle persone. Se non vengono pagati… col cavolo che dedicano una mezz’ora in più ai ragazzi.

    E’ una società basata sull’egoismo… non c’è più alcuna solidarietà tra i membri di una comunità. Quello che viene fuori sono giovani, includo anche me, disorientati, poco coraggiosi, che cercano sicurezza e che non avranno mai, che si faranno manipolare dai potenti… che mancano di autostima.

  4. agosto 25, 2010 6:28 pm

    amen, hai colto il punto.

I commenti sono chiusi.