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Dichiariamo guerra alla Libia

settembre 15, 2010

Leggevo, su Globalsecurity.org, che i piloti dell’Aeronautica libica non sarebbero neanche in grado di trovare le loro basi, quando volano di notte. Onestamente, mi chiedo chi li abbia addestrati. Si accettano scommesse. Ma il punto non è questo. Gheddafi ci prende per il culo. Ormai è evidente. Ha deliberatamente sparato su una nostra nave che si faceva gli affari suoi tra Italia e Nord Africa e inseguita per quasi 5 ore. Insomma, ci ha giocato un bello scherzetto, di quelli che si fanno due nazioni in guerra per davvero, Sud e Nord Corea. Là, Seoul ha le mani legate. Non può pensare di schiacciare il brufolo nordcoreano dal momento che il regime di Pyongyang fa abbastanza comodo a tutti. Ma a chi interessa Gheddafi?

Sì, ha un po’ di metano ed un po’ di petrolio. Se va in porto il programma dei rigassificatori, del gas libico possiamo sbattercene. Il Colonnello è da quarant’anni uno tra i paria della comunità internazionale. La sua presenza in Libia potrebbe essere sostituita domani con qualche altro dittatorello, leggermente più docile. Insomma, niente vieterebbe, che so, ai nostri servizi segreti di tentare un passaggio di regime. Con i soldi che ci sono costate le motovedette, avremmo potuto corrompere l’intero Stato Maggiore della difesa libica. Certo, l‘incolumità di Gheddafi  non sarebbe stata più  garantita, ma realpolitik per realpolitik… Questa sarebbe una valida alternativa alla guerra. Mi permetto di ricordare che il coinvolgimento italiano in operazioni del genere non sarebbe una novità. In fondo, se l’Algeria è indipendente, lo deve anche ai consiglieri militari gentilmente forniti da Enrico Mattei.

Naturalmente, si tratta di provocazioni. Dio solo sa quanto ci costerebbe anche solo un’operazione stile Guerra dei sei giorni, ammesso e non concesso che sia praticabile. Però, gli statisti, quelli di razza, sono coloro i quali si tengono aperta qualsiasi opzione. I nostri, invece, tagliando colpevolmente fondi alla Difesa ci rendono, sostanzialmente, inerti nei confronti delle pretese di qualsiasi dittatorello da strapazzo, ma con una grande faccia di culo.

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7 commenti
  1. federica permalink
    settembre 15, 2010 11:06 pm

    sarebbe interessanto capire a chi fa comodo l’affare nabucco….

  2. settembre 15, 2010 11:43 pm

    L’affare Nabucco conviene perche’ collegherebbe direttamente Kazakistan ed Europa bypassando la Russia. Il problema sono I notrh e south stream. Quelli convengono solo a Gazprom..

  3. settembre 16, 2010 10:21 am

    Abbiamo lanciato UN APPELLO URGENTE per salvare i profughi eritrei in Libia, che subiscono fame, sete e violenze indicibili.

    Abbiamo già avuto un primo risultato, con l’interessamento dell’Onu.

    A luglio siamo già riusciti a salvarli per 60 giorni, oggi possiamo salvarli definitivamente, ma servono ancora tante adesioni!

    Vi prego di aderire all’appello e di diffonderlo il più possibile!

  4. settembre 19, 2010 4:11 pm

    Ammetto che Gheddafi mi fa solo sorridere. E’ un animale in estinzione che vuole apparire moderno.

  5. settembre 19, 2010 4:36 pm

    A me preoccupa lo stesso….

  6. settembre 24, 2010 6:13 pm

    Ad inizio 2008, stando al resoconto del ministero dello sviluppo, importavamo dalla Libia all’incirca il 31% dei nostri petroli. Quello che le statistiche non rilevano è il dato qualitativo: i petroli libici e nigeriani sono ormai gli ultimi qualitativamente validi che ancora riusciamo ad acquistare.

    Questo drammatico incremento del peso politico dei libici si è sviluppato a causa del collasso della regione estrattiva del Mare del Nord; il tramonto dei petroli di Sua Maestà, davvero ottimi, ha esacerbato le nostre dipendenze africane e mediorientali.

    Faremo ben fatica a dare ordini a chi ci nutre.

  7. settembre 24, 2010 6:25 pm

    Della questione del Mare del Nord non sapevo un fico secco. Grazie. Ma è anche vero che noi dovremmo avere una classe politica più autorevole anche nei confronti di chi ci nutre, no?

I commenti sono chiusi.