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Tech parade 2011

gennaio 18, 2011

Cloud, html5 ed app. Queste, le tre componenti del dibattito che investirà il mondo della tecnolgia dei prossimi mesi. Da un punto di vista rigorosamente tecnico, Cloud Computing, html5 ed app non hanno niente in comune. La cloud è, in fondo, un modo per condividere imemoria fisica, html5 è l’ultima versione del linguaggio delle pagine web, mentre le app sono quegli strani oggetti che sui nostri smartphone e sulle nostre tablet stanno sostituendo i siti internet e, secondo Chris Anderson, direttore di Wired, sono le responsabili della morte del web. All’apparenza, siamo sul polo opposto rispetto al Cloud Computing ed html5, tecnologie che dovrebbero dare nuovo slancio al web ma, in fondo, si tratta di facce di un qualcosa di unico che non ha neanche un nome, si tratta di “cose” che stanno costruendo un futuro che non è chiaro neanche ai loro progettisti. Ma, in termini sempici, cosa sono Cloud Computing, html5 ed applicazioni?
Il Cloud Computing è, in sostanza, un modo per trasformare ogni dispositivo elettronico (dal computer al blackberry) in un  potenziale terminale di una rete molto vasta. Qualche lettore un po’ più in là con gli anni ricorderà i vecchi terminali senza hard disk che interagivano con un server che, a dispetto di una scarsa capacità di calcolo, che stava in una stanza. La grande differenza tra questo sistema e il Cloud Computing (nuvola di calcolo) è che i server sono accessibili da ogni parte del mondo. Di per sé non sarebbe una novità eclatante, ma la grande innovazione è che i server sui quali ci sono anche i nostri applicativi, i nostri software come, ad esempio, Word.
Il passo successivo è capire come queste applicazioni vengano visualizzate. Per ora, le applicazioni cloud più diffuse hanno interfacce molto scarne che, in generale, non offrono le capacità che offre, ad esempio, Microsoft Word 2010. Ma, anche qui, le cose sono destinate a cambiare molto presto. E’ per questo che è nato html5. La 5 versione del linguaggio con cui vengono scritte le pagine web permette di creare oggetti multimediali che non hanno bisogno di scaricare software (browser a parte) per essere letti. Ad esempio, se fino ad oggi è stato necessario scaricare flash per guardare un video di You Tube, domani il plug-in di Adobe sarà inutile, visto che YouTube sarà scritto in html5 e, quindi, visualizzabile da qualsiasi browser. Il segreto è il canvas, la tela, che permette di programmare oggetti complessi come un software del livello di  Microsoft Word,per non parlare di oggetti tridimensionali. Il tutto, comodamente nel browser del nostro PC, senza dover scaricare software aggiuntivi come Adobe Flash o Adobe Shockwave. Html5, unito al cloud computing, ha la potenzialità di mandare in soffitta non tanto i nostri personal computer, ma i nostri Hard Disk che vengono già vengono messi a dura prova dall’evoluzione tecnologica. Cosa vuol dire?
Apple, autentico arbitro degli standard dell’industria informatica, ha da qualche tempo deciso di ridurre all’osso la capacità di archiviazione dei nostri dispositivi. Il top dei notebook di Cupertino, MacBook Air, ha un disco rigido di soli 60 Gigabyte, così come non brilla, per capacità, l’Hard Disk dell’iPad. Nonostante Apple non sia all’avanguardia, per quanto riguarda le applicazioni cloud, l’appstore di Steve Jobs è diventato il negozio di applicazioni mobile per eccellenza. Un’applicazione, in sostanza, è un piccolo software che permette di organizzare graficamente sul nostro telefonino delle informazioni che se ne stanno su qualche  server molto lontano da noi. Le App stanno diventando delle piattaforme ideali per il cloud computing. Ad esempio, Google ha già un’App dedicata a gmail, la prima web mail in salsa cloud, che permette agli utententi di leggere le e-mail sul proprio cellulare, senza scaricarne neanche una, per non parlare di tutte le applicazioni della augmented reality che si nutrono di cloud ed html5 e che stanno invadendo il mercato.
Se il 2011 sarà davvero l’anno in cui la tanto agognata convergenza multimediale arriverà a compimento non è chiaro. Non è neanche chiaro se html5, Cloud Computing ed App siano diventati il pretesto per una nuova bolla del settore tecnologico, ma quello che è chiaro è che c’è qualcosa che si sta muovendo. TUtti i colossi del software e delle tlc stanno ivestendo nella cloud. TUtti i produttori do browser, Microsoft a parte, sono al passo com htm5 e tutti i produttori di cellulari e tablet stanno leggendo il copione di Steve Jobs e di Apple. Siamo appena a Gennaio, ma tutto sembra già scritto. In attesa che, dalla Silicon Valley, arrivi un’innovazione ancora più definitiva di queste.

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