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Innovare a vent’anni.

febbraio 21, 2011
Luca De Biase, journalist of Il Sole 24 Ore, d...

Image via Wikipedia

Avere un sacco di buone idee è come avere un motore con molti cavalli. L’unico mio problema è  metterli a terra e farne forza motrice, senza far andare in testacoda la macchina. E’ anche per questo che un sacco di buone idee, spesso, si trasformano in disastri catastrofici.

Il corso che seguo, tenuto da Luca de Biase, ha come prova finale la redazione di un progetto, di sviluppare un’idea. La mia idea era quella di costruire un progetto, un dimostratore, che servisse come dimostratore di quello che la tecnologia può fare oggi per il giornalismo (ditto: di come il giornalismo dovrebbe utilizzare gli ultimi ritrovati tecnologici per tornare ad essere vagamente redditizio). Operazione riuscita solo che il buon De Biase mi ha fatto notare una cosa. “Il punto debole del tuo lavoro” ha detto il direttore di Nòva “è che non hai previsto una road map per implementare il progetto che hai sviluppato.

In effetti, il problema è che  molte iniziative su Internet e dintorni nascono con un misto di stupidità e spirito pionieristico. Si parte, senza avere una meta o, meglio, ci si mette in cammino senza sapere dove sostare per la notte. Questo ha molto a che fare con il fatto che la mia generazione ha visto trionfare Mark Zuckemberg dal niente e un po’ tutti, sotto sotto, pensiamo di potercela fare più o meno come ce l’ha fatta il fondatore di Facebook.

Niente di più sbagliato. Su Internet non è permesso sbagliare uno dei milioni di  passi che portano al successo. Lo insegna la stessa storia di Facebook, prima communiti chiusa per gli studenti della Ivy League, ora residenza on-line per mezzo miliardo (?) di persone. Per cui, evidentemente, la politica della pianificazione e dei piccoli passi funziona. Forse, il vero metro con cui si misura il successo, in Internet, non è tanto la nascita improvvisa di una piccola bolla legata ad un sito, ad un gadget o a qualsiasi altra cosa, ma la capacità delle startup di darsi una progettualità di medio-lungo periodo.

Sembra quasi una massima da monaco Zen piuttosto che da studente medio di una scuola di giornalismo ^_^.

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2 commenti
  1. febbraio 22, 2011 9:47 am

    Ehi, stai scherzando? La visione è essenziale. E il tuo progetto ha una visione, nel senso che ha uno scopo e fa uso delle tecnologie esistenti per raggiungerlo. Ma come ogni idea va poi vissuto. E questo ti porta a confrontarti con la storia. Ogni cammino si fa un passo alla volta. La mancanza di roadmap non è un punto debole del tuo progetto: è semplicemente la prossima cosa da pensare. Questo ti porterà a immaginare il tuo progetto ancora più chiaramente. Il tuo lavoro è ottimo. La tua passione bellissima. E fare sbagli o ricevere qualche critica fa parte del percorso: si impara così. Non aver paura di sbagliare. Temi piuttosto di trovarti bloccato e di non saper che fare… Grazie del tuo progetto! Luca

  2. febbraio 23, 2011 9:23 pm

    Grazie per l’incoraggiamento 🙂

I commenti sono chiusi.