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Affare #Skype, non solo VoiP

maggio 11, 2011

I signori dei non morti

Microsoft è stata data per morta almeno 35 volte negli ultimi 20 anni. Prima, un pinguino sembrava dover sostituire Windows. Dopo, è toccato alla Mela ed a Google. Ma quello che è successo ieri è una cosa troppo grossa, per essere fatta da uno zombie. Ho dato un occhio alla Rete, prima di mettermi a scrivere, e ho visto un po’ di tutto. C’è chi pensa che l’acquisto di Skype sia fatto per dare un accesso preferenziale all’applicazione di skype per Windows phone 7. Ma, la verità è un’altra.

La vera posta in gioco

Microsoft è un alleato di Facebook. Forse sarebbe opportuno considerare il social network alleato di Redmond, ma, comunque, i due business si sono molto avvicinati in questi ultimi tempo. I vari accordi per la ricerca e l’integrazione di Facebook il live messenger sono segnali troppo evidenti per essere ignorati. La vera posta in gioco siamo noi utenti, le nostre relazioni sociali che, con l’acquisto di Skype, unico vero servizio VoiP mai decollato, passano, in gran parte (ma non esclusivamente) per queste due aziende.

Scenari per il futuro

L’ultimo obiettivo di questa acquisizione sembra integrare ulteriormente i business di Facebook e Microsoft verso prospettive che sono facili da intuire. Una tra le prime cose che mi vengono in mente è l’integrazione di Facebook in Windows. Magare un Facebook che permette una chat vocale e che diventa l’infrastruttura sulla quale si regge il nuovo business di cloud computing che, scoccia dirlo, rispetto a quello di Google è molto più avanzato.

Microsoft vive

Redmond non è un cimitero di zombie. Non lo è la IBM, che è là da 70 anni, figuriamoci la Microsoft che fa (copia) buone idee. Nonostante la fama di copioni, mi colpisce il dinamismo e, comunque, la creatività che gli uomini di Gates hanno messo in campo. Non ce ne accorgeremo subito, ma con questo colpo, Microsoft sta cercando di imporre una visione non banale del domani di Internet.


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