Skip to content

Sì, io in testa c’ho scritto giocondo

maggio 24, 2011

Dalle mie parti, si chiede all’interlocutore “ho scritto giocondo, in testa?”  quando lo stesso interlocutore vuole rifilarti una fregatura. Ieri sera, in effetti, qualcuno ha provato a rifilarmela, la fregatura. Si tratta degli indgnados italiani, movimento (purtroppo) opzionato dal MoV di Beppe Grillo (o forse no…). Ho discusso di Internet con uno sviluppatore open source che mi ha raccontato come, con 50 €, si possa avere accesso alla moltitudine delle genti e dare soldi a palate dando buona informazione.

La mia risposta è stata alzare il sopracciglio e limitarmi ad un lapidario “non diciamo cazzate”. Secondo quello sviluppatore, il solo costo di accesso (estremamente basso) giustificherebbe l’esistenza di un modello di business redditizio. Se fosse così, tutte le disquisizioni che facciamo tutti (da De Biase in giù) non avrebbero senso. Sarebbero solo masturbazioni mentali senza significato. La verità è, però un’altra.

Internet è uno tra gli ambienti più competitivi che esistano e richiede una professionalità incredibile. Scrivere su Internet, combinare i vari contenuti digitali è già difficile per sé. Fare un progetto editoriale che assomigli a qualcosa di serio (vedi post precedente) non è facile un cazzo.  Non basta essere sviluppatori. D’altronde, proprio Grillo lo insegna. Se, dietro di lui, non ci fosse Casaleggio, il comico genovese sarebbe stato in gradi di fare quello che ha fatto? Probabilmente (anzi, sicuramente) no.

Annunci

I commenti sono chiusi.