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Obama:”L’America andrà su Marte entro due decenni”

luglio 9, 2011

Sul Pianeta Rosso entro il 2030. Meno di 20 anni per raggiungere un oggetto neanche tanto ospitale, molto lontano da noi. Il tutto, per fare una passeggiata di poche ore su Marte. Questa è l’idea di Obama. Un compromesso, sull’altare del programma spaziale americano del quale alla West Wing della Casa Bianca avrebbero fatto volentieri a meno. Cosa significa, però, il rilancio del programma Marte, voluto da Bush qualche anno or sono?

Ma quale programma?

Infatti, quale programma? Ad occhio e croce, si dovrebbe trattare del vecchio Constellation di George W. Bush. Ad oggi, non ci sono elementi che facciano pensare a qualche altra diavoleria frutto dei laboratori Nasa. Per cui, sì, il programma, ad occhio e croce, è proprio quello che Obama aveva sacrificato in nome del Commercial Crew Vehicule che, nel giro di pochi anni, dovrebbe permettere agli USA un accesso indipendente alla Stazione Spaziale Internazionale, senza passare dalla Russia. Ma, a parte l’autogol politico, ci sono un paio di problemi con cui Nasa e governo americano devono fare i conti.

Le tecnologie

Ad oggi non esiste alternativa al lancio di vettori che usano reazioni chimiche, per portare oggetti nello spazio. Questo significa che, per portare poche persone in orbita, servono missili, carichi di reagenti esplosivi, alti decine di metri il Saturn V arrivava a oltre 100 metri, il tutto per portare 3 persone in orbita lunare. Quanto dovrebbe essere grosso il missile per portare 4 uomini su marte?

Il veicolo

Ah già… poi bisogna pensare al veicolo. Alla Nasa, nell’era Bush, avevano pensato ad una specie di capsula Apollo per 4 persone. Nello spazio in cui, quarant’anni fa, riuscivano a malapena a vivere 3 persone, per pochi giorni, a Huston pensano (o pensavano) di infilarle sette per più di un anno di missione. Qua, sulla terra, facciamo, spesso, fatica a sopportare vicini di casa rumorosi o bambini urlati. 4uomini (o peggio ancora) un equipaggio misto, in una cabina telefonica leggermente più grande, rischiano di porre più problemi di quanti la missione ne avrebbe bisogno. Inoltre, non si è ancora capito che forma dovrebbe avere il modulo di atterraggio su Marte. Dovrebbe essere una specie di Lem leggermente più complicato, con scudo termico ed altri optional come scudo termico, paracadute ed airbag (come il vecchio pathfinder) oppure qualcos’altro? Se il programma andrà avanti, lo scopriremo tra un paio di decenni.

Una morale

Non ce la faranno mai. Gli USA, al di là dei proclami politici e simbolici, non sembrano (come del resto i concorrenti) avere l’intenzione di spingersi molto lontano dalla bassa orbita terrestre. Sono passati quarant’anni dall’allunaggio di Armstrong. Allora, l’America doveva vincere la sfida del capitalismo contro il comunismo sovietico. Ora qual’è l’alternativa ideologica? Secondo, i mezzi che gli Stati Uniti metteranno, in teoria, a disposizione dei propri astronauti sembrano essere deliberatamente insufficienti. Forse, è per questo che l’annuncio di Obama non ha nessuna credibilità.


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