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Da loschermo.it: Daniele Vanni, il giornalista “omofobo”, smentisce le accuse: “Essere gay non è una malattia”

settembre 1, 2011

Il diserbante 2.0 pubblica un intervista, apparsa su loschermo.it, a Daniele Vanni conduttore de Il Dì di Lucca. Io non giudico, ma voi, dvertitevi!

SARA BERCHIOLLI

LUCCA, 1 settembre – Non sono omofobo: sono un ex sessantottino, sono sempre stato di sinistra, non mi sognerei mai di dire quelle cose. Per un uomo dovrebbe parlare la sua vita, non una battuta infelice”.Si giustifica così Daniele Vanni, conduttore e direttore del tg Dì Lucca, al centro di una bufera mediatica sulla base di pesanti dichiarazioni – definite omofobe – per esserci quella che lui stesso definisce una “battuta infelice” sugli omosessuali in generale (definiti “diversi”) e, più in particolare, sulla manifestazione “Miss Trans Italia” (di cui si è rifiutato di passare le immagini nel tg)

Come giustifica deontologicamente la scelta di non trasmettere le immagini di“Miss Trans Italia” nonostante abbia lanciato la notizia?

La mia è stata una battuta infelice. In realtà noi quelle immagini non le avevamo”.

Perché non lo ha detto durante la diretta?

Perché per parlare in video sono necessarie delle immagini e in casi del genere si cercano sempre delle scuse. Se volete l’essenza di tutta questa situazione, ve la do: non sono un omofobo. Sono stato ieri sera a cena con i rappresentanti della comunità di Torre del Lago, sono con me tutt’ora mentre stiamo parlando. Sono sempre stato impegnato, sono un ex sessantottino, per anni sono stato l’addetto stampa degli invalidi civili e ho fondato il gruppo dei giornalisti per l’ambiente. È stata solo una battuta infelice”.

Lei però ha definito la situazione di Torre del Lago “un problema di ordine pubblico”…

Perchè lo è. Stanno avvenendo delle azioni pericolose, anche la stessa segretaria della comunità lesbica è stata posta sotto assedio”.

La situazione a cui lei ha fatto riferimento era però contestualizzata alle realtà gay, lesbiche e transgender…

Ho definito pericolosa la situazione in toto. Sono evidenti e conosciuti i problemi di droga e prostituzione presenti nella zona”.

Ci risulta che lei, oltre che giornalista, sia psicologo: definirebbe quindi l’omosessualità come una diversità o una malattia?

“L’omosessualità non è una malattia. Sono uno psicologo e so che non si può definire ‘malato’ un omosessuale, né attaccarlo per la condizione stessa come non si attaccherebbe un soggetto nevrotico o psicotico. Le mie parole sono state travisate. È sbagliato, come ha fatto “Il Tirreno“, dare titoli sensazionalisti, ma probabilmente dietro ci sono motivazioni politiche”.

Le sue parole sono immortalate in un video che sta facendo il giro della rete e adesso c’è già chi chiede un intervento disciplinare dell’Ordine dei giornalisti. Ha altro da aggiungere?

Mi dispiace molto che alla mia età mi debba essere riservato un simile trattamento. Ho seguito rivoluzioni e una certa ideologia politica da sempre, per un uomo dovrebbe parlare la sua vita”.


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