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Perché odio i bambini?

settembre 12, 2011

Qualche giorno fa, a Pisa, dopo un ora di viaggio da Campiglia, salgo sull’intercity che collega la città della torre pendente a Milano. Una volta messo sistemato il carico (2 valigie del peso di una tonnellata a testa, il mio violino acustico il mio PC portatile e mia madre) mi siedo convinto che non mi alzerò più prima di Milano Centrale. Sbagliato, arriva una mamma con due pargoli e marito ai quali il maledetto software di prenotazioni di trenitalia aveva assegnato posti in scompartimenti separati. Sarebbero bastati due posti liberi per riunire la famiglia un un quadretto da libro “cuore”. Mia madre propone di fare il cambio consapevole che la mia schiena da aspirante yuppie avrebbe dovuto gioiosamente sopportare l’eroica operazione di caricare due valigie, una delle quali fu definita da un noto giornalista milanese come una “bara per un bambino morto”, il mio violino e il pc sull’alta mensola di un altro scompartimento.

Da lì, lo sfogo su Facebook.

Al che sono venute fuori molte proposte. Qualcuno ha chiesto vagoni separati single-famiglie. Io ho proposto un limite d’età. Chi si è scagliato contro i genitori. Tutte considerazione molto valide, fatte da persone colte e intelligenti (tra l’altro, sono stato appllato come “Erode il grande…”), ma che hanno un comune denominatore: i bambini non ci piacciono. Mediamente ci danno fastidio e non sopportiamo che, ad esempio, abbiano l’esigenza di stare accanto ai genitori. Non è per fare il nostalgico di tempi in cui l’infanzia non c’era neanche, ma, forse, se c’è un calo demografico in corso, in Italia, è perché non c’è spazio per i più piccolini, purtroppo. Non so il motivo, mi limito a considerare che anche io odio i bambini. Non so perché, ma è così e, per quanto mi riguarda, è molto triste.

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