Skip to content

Serie B, un feticcio di provincia

novembre 1, 2011

In un momento di crisi profonda, il primo taglio che si fa è sul cazzeggio. Almeno, questo suggerisce l’intelligenza. Invece, il calcio, in particolare, è diventato sacro ed inviolabile. Soprattutto nella profonda provincia italiana, dove un pallone che rimbalza in mezzo al campo conteso dalla squadra cittadina e da qualche nobile decaduta del calcio basta a far sognare le notti di Champions League.

Purtroppo, però, il calcio delle categorie minori non ha nessun glamour e, soprattutto, è un luogo dove la stampa è estremamente appiattita sulle società e dove il Verbo di qualche imprenditore fortunato non può essere discusso, visto che ha portato una squadra che fino a qualche anno fa era nei dilettanti (udite udite) in serie B.

Dando un’occhiata a Datasport la Serie B non è un buon investimento, visto che il campionato cadetto ha un bacino d’utenza di 4,1 milioni di persone (Tgcom, dove sono stagista fa, da solo 1 milione di visite uniche giornaliere) considerato anche le province delle squadre di B. Non sono riuscito a trovare i dati dell’indebitamento dei cadetti, ma considerato che in B ci sono 36 squadre e in Italia i club professionistici sono più di 110 e tenendo presente che c’è la crisi economica e che il calcio ha perso molta della sua credibilità, è fin troppo facile immaginare una mancanza di sponsor e, quindi, una crescita dei debiti che, purtroppo, non vengono contratti per costruire stadi (grande problema del pallone nostrano) ma per garantire la spesa corrente, banalmente: gli stipendi di calciatori e staff tecnico.

Eppure tutti ad osannare gente come Camilli, presidente dell’Us Grosseto, o come Mansi, proprietario del Gavorrano, club di Lega Pro, tanto per parlare delle zone in cui sono nato che, approfittando della dabbenaggine di qualche amministratore locale, spillano somme di denaro per costruire stadi di cui non hanno la proprietà, ma, magari, ottengono i ricavi (non ho letto il testo della convenzione Comune-società per lo stadio di Grosseto, quindi potrei sbagliarmi) magari per rilanciare la propria immagine nella sfera pubblica provinciale, oppure per cominciare un abbozzo di carriera politica. (to be continued….)

Annunci

I commenti sono chiusi.