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@TheFreak_ITA Non titolo il pezzo perché ho pietà di voi

novembre 9, 2011

Dietro alla retorica che alimenta una certa visione di Internet, si nascondono mostriciattoli che, travestiti da associazione culturale vorrebbero acquistare prodotti giornalistici gratis in cambio di una gratificante “esperienza di vita” che, però, non pagherà il mio affitto. Oggi, mi sono imbattuto in The Freak, un blog collettivo che, nonostante accetti inserzioni pubblicitarie da Google non divide un centesimo con i suoi numerosi (e anche un po’ fessi) collaboratori. 

Fesso a mia volta, pensavo che fosse un’iniziativa editoriale seria e che pagasse qualcosa, invece, una volta mandato il mio curriculum, ho ricevuto, come risposta, questa mail (il mittente lo tengo per me, Dio stramaledica la privacy)

Caro Francesco,

il tuo curriculum è decisamente interessante.
Noi siamo un’associazione culturale e non ancora una testata giornalistica, stiamo cercando risorse come te perché a quanto vedo sei un blogger, hai studiato giornalismo, sei uno stagista di news mediaset, hai studiato musica, teatro, ne capisci di economia e sai usare programmi di illustrazione e grafica.
I nostri collaboratori, tra i quali editors, giornalisti pubblicisti, stilisti, musicisti, studenti di giurisprudenza, economia, scienze politiche, filosofia, bloggers, web master, fotografi e montatori, prestano la loro saltuaria attività a titolo gratuito, per aiutarci a crescere e per fare esperienza, per avere della visibilità, nonché la possibilità di fare qualche intervista a qualche personaggio noto, come ad esempio ultimamente abbiamo intervistato claudio santamaria e roan johnson (attore e regista) e questo mese intervisteremo tre famosi giallisti italiani (Carofiglio, De Cataldo e Costantini) e Federico Mello scrittore-blogger-giornalista.
Insomma si tratta di un’esperienza di vita più che un lavoro vero e proprio.
Sarebbe una esperienza e una collaborazione preziosa più per noi che per te, in quanto noi siamo appena nati e non siam ancora in grado di elargire compensi per le prestazioni.
Anche se sarebbe bello comunicare da Palermo a Roma fino a Milano e scambiarci notizie, consigli, opinioni, un vero ponte d’informazione sull’Italia.
In attesa di una tua risposta spero di essere stato chiaro, leggero ed esatto.
La risposta è arrivata ed è stata questa:
Sarebbe bello che la chiarezza ci fosse anche nella sezione “fai parte del nostro staff”. Cumunque, visto che di personaggi famosi ne ho intervistati abbastanza, nella mia carriera, se non siete in grado di offrire compensi per le mie prestazioni, forse è meglio che ci sentiamo quando sarete in grado di scucire (minimo) 20€ a pezzo.

Saluti
FPC
A parte il fatto che nella mia breve carriera di Vip ne ho intervistato più di qualcuno (Firenze e Milano non sono in mezzo al Sahara) e che qualche “personaggio famoso” è seduto al mio stesso tavolo, beh, premesso questo, mi sono abbastanza rotto le palle di lavorare gratis, soprattutto per personaggi da quattro soldi che credono che al di fuori dei loro uffici ci siano migliaia di babbi disposti a tutto pur di vedere la firma su un sito che, su Facebook, avrà si e no 260 fans.
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4 commenti
  1. Ale permalink
    novembre 10, 2011 9:45 am

    Credo che, dopo il tuo articolo, abbiamo modificato l’annuncio sul loro sito, ora c’è scritto

    “prova ad entrare a far parte del nostro Staff (momentaneamente a titolo gratuito

    ahahahah! Grande. Concordo e sottoscrivo

  2. novembre 10, 2011 12:58 pm

    Grandissimo!!! Così si fa! 🙂
    ci sono un sacco di riviste online che affermano di essere “un’esperienza culturale alla quale tu, povero potenziale collaboratore, potresti avere l’onore di partecipare”…
    Il lavoro nobilita l’uomo, lo sfruttamento no.

    Un caro saluto,
    Paola

  3. novembre 10, 2011 2:31 pm

    @Ale spero proprio che tu abbia ragione. Tra l’altro, loro non mi hanno neanche chiesto la rettifica, dopo che sono passati dal mio blog… @poemonapage basterebbe che tutti rispondessimo così considerando la scrittura come un’attività professionale a tutti gli effetti e non come un hobby.

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