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Qualcuno dovrà rispondere della chiusura del cogeneratore

novembre 19, 2011

Forse sarebbe stato meglio che il management di Scarlino Energia si fosse comportato da imprenditore serio, pagando qualche tangente nei posti giusti, magari nascosti sotto forma di finanziamenti alla campagna elettorale. Sarebbe stato meglio comportarsi da arroganti e utilizzare ogni via traversa per tenere aperto l’impianto, avvalendosi anche di quella zona grigia che, forse, in questo Paese, è l’unico modo per farsi strada.

E’ anche per questo che ieri hanno vinto gli arroganti, i cattivi, quelli che stanno costringendo una generazione intera ad emigrare, se vuole farsi un futuro decente, se vuole guadagnare abbastanza per farsi una vita, che non si piega all’ineluttabile destino di un posto da bagnino o da cameriere che dura tre mesi all’anno. 

Forse è per questo che Scarlino Energia ha perso. E’ una variabile impazzita che, in questa zona, è andata contro interessi consolidati, di chi, disinteressandosi della collettività, ha cavalcato una campagna ambientalista solo per i suoi propri interessi personali fatti, forse, di altro cemento ed altre roulotte destinate ad accogliere (e spennare) qualche turista forsetiero.

Ed eccoci qua, forse con la prospettiva della cassa integrazione e con molti ragazzi della mia età che si ritrovano con un mutuo e che non troveranno un altro posto, se lo perderanno. Qualcuno si è scordato di loro. Ma questo qualcuno, prima o poi, dovrà rispondere. Perché nel movimento contro il cogeneratore ci sono state troppe contraddizioni.

Perché la politica si è comportata male nei confronti di questi lavoratori, nonostante sindaci e presidenti di Provincia siano, nominalmente di sinistra. Perché, in fondo, sono ancora convinto che sia sbagliato che gli arroganti, che i cattivi vincano sempre.

 

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