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Monsignor Babini ce l’ha anche con Dalla….

marzo 3, 2012

A Bologna si celebra questa domenica, la messa in suffragio di Lucio Dalla. Chiediamo a Monsignor Giacomo Babini, vescovo emerito di Grosseto se è possibile fare un funerale di domenica: “la normativa canonica è abbastanza chiara. Di domenica non si può dire la messa funebre, ma è lecito celebrare il funerale”. Sembra un gioco di parole: “allora. Se si celebra una messa esequiale in settimana, le letture si possono adattare a quella esigenza. Al contrario, di domenica, pur svolgendo il funerale, il celebrante deve indossare i paramenti liturgici del tempo (per esempio verde se è tempo ordinario), usando rigorosamente le letture del giorno e  non altre. Diversamente, si avrebbe un abuso liturgico”. Insomma, il rito segue le caratteristiche proprie della domenica: “esattamente, è così”. Eccellenza, la Chiesa può celebrare messa esequiale per chi sia in stato di pubblico scandalo? “parto dall’idea che tutti siamo peccatori, chi più o chi meno. Dunque, …

… l’ultima parola sia riservata sempre a Dio e non all’uomo. Tuttavia, esiste un Codice del Diritto Canonico e questo va rispettato. Prendiamo il caso del suicida. Non potrebbe essere ammesso al funerale, anche se spesso accade il contrario. Magari lo chiede la famiglia, ne hai conosciuto in vita la fede e allora si può passare su un momento di debolezza. La cosa ideale in quel caso è non fare omelia”.

Nel caso si trovasse a celebrare la messa funebre di chi ha vissuto tutta la vita in stato di pubblico scandalo, esempio un gay non convertito?

“il Diritto Canonico, le ripeto, proibisce il funerale a tutti coloro che abbiano dato pubblico scandalo con la loro vita. Chi ha vissuto in unione con altro uomo, se noto e non ci sia pentimento manifesto in opere concrete, va considerato in condizione di scandalo pubblico. Dunque, nel caso di gay noto e, se non mi consta un vero e sincero pentimento espresso in vita, non posso celebrare il suo funerale, anche se lo affido alla misericordia di Dio, con la massima carità”.

Da Pontifex Roma

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