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Per favore, fermate chi ha creato Milano Post prima che sia troppo tardi

giugno 7, 2012

L’editoria digitale milanese ha un nuovo protagonista: il Milano Post di Salvatore Todaro. Ero ubriaco, quando ne ho ricevuto notizia, ma, nonostante il secondo cocktail, avevo chiara una cosa: era una cosa completamente fuori dal mondo. La prova è arrivata la mattina del 7 giugno, quando il buon Todaro ha pubblicato questo vero e proprio trip di Lsd, trasformato in lettera a Melissa, la ragazza uccisa dall’attentato alla Scuola Morvillo di Brindisi, un’accozzaglia di schifezze senza senso e senza ragione. Posto un paio di highligts, così, per farci due risate in compagnia.

Stai con me, Melissa, stai con noi. Una volta sentivamo parlare dei romanzi di Melissa P, irriverenti ma geniali per i temi sessuali che trattavano. Oggi la Melissa d’Italia sei tu, e lo so che avresti preferito sostenere gli esami di maturità, piuttosto. Oggi la Melissa d’Italia sei tu, e questa lo so come non sia una consolazione. Però la Melissa d’Italia sei tu, e questa storia – quanto meno – non deve finire invano. Qualcosa la dobbiamo riuscire a migliorare, in questo benedetto Paese.

Oppure, ancora,

Stai con me, Melissa, stai con noi. Tantissimi giovani come noi e come te, sono scesi, siamo scesi in tutte le piazze d’Italia, dalla Milano di questo giornale alla Palermo di Giovanni Falcone. Siamo tutti in piazza, Melissa mia, perché noi non ci stiamo, non ci stiamo a vivere in un’Italia in cui puoi morire per niente. Non è giusto. Non è giusto, e lo ripeterei mille volte, per farlo percepire al mondo intero: non è giusto.

Devo confessare che ho aspettato a scrivere male di questo sito perché volevo, sinceramente, dargli una chance. Adesso, mi chiedo veramente che senso abbia un organo di informazione del genere. Già immagino la risposta del buon Todaro alla domanda: “Devo esistere anche io”. Ma, per citare Montanelli, “non se ne capisce il motivo”, soprattutto davanti a un’opera di sciacallaggio come questa lettera. Visto che Todaro è un neoprofessionista, si ricorda il buon Totò di quella strana roba chiamata “Carta di Treviso”? A quanto pare, sembra proprio di no.  Per questo spero (e sottolineo spero) che qualcuno ponga fine a questa follia. Grazie.

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5 commenti
  1. giugno 11, 2012 12:05 pm

    Caro Francesco,
    sei un aspirante professionista molto intelligente, e mi deludi se scrivi il tuo punto di vista in una maniera così rozza.
    Spero che il tuo accanimento non sia dettato dall’invidia. Anch’io potrei sottolineare il tuo cattivo gusto, nello scegliere una ragazza morta come oggetto del nostro contendere… ma voglio chiudere il discorso qua, perché si tratterebbe di un ping pong sterile e sbagliato.

    Di questa lettera, non hai capito niente. E sicuramente è anche colpa mia, se non sono riuscito a fartela capire. Ma mi rammarico del tuo modo così “ubriaco” – come tu stesso ti definisci – di commentarla! E ti consiglio di applicarti nello studio del giornalismo, oltre che del linguaggio da usare tra persone civili.

    Salvatore Todaro
    Direttore Responsabile di Milano Post

  2. Marco C. permalink
    giugno 12, 2012 4:25 pm

    Sti cazzi, direttore responsabile di una realtà enorme come Milano Post!

  3. Danny Rose permalink
    giugno 12, 2012 4:32 pm

    Ma direttore responsabile di cosa? Di una testata nemmeno registrata in tribunale. Ma fammi il piacere va…

  4. Monica G. permalink
    giugno 12, 2012 4:41 pm

    Sono d’accordo con te Francesco, è intollerabile accettare una cosa del genere. Pane al pane e vino al vino: così si fa. W il giornalismo, quello serio, non questi straccivendoli che rubano il posto a gente preparata. Quando puoi contattami in pvt che ho delle cose da dirti…

  5. Pegasus permalink
    giugno 12, 2012 4:51 pm

    Sono perfettamente d’accordo con Danny Rose. Ma anche un pò con Salvatore.

I commenti sono chiusi.