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@MilanoPost TODARO VATTENE

ottobre 22, 2012

Qualche mese fa il buon Todaro ebbe a scrivere nella casella commenti di questo blog un commento che da una parte mi ha fatto ridere. Dall’altra ha messo in seria discussione la mia autostima (ovviamente, sull’autostima scherzo). Il commento era questo:

Caro Francesco,
sei un aspirante professionista molto intelligente, e mi deludi se scrivi il tuo punto di vista in una maniera così rozza.
Spero che il tuo accanimento non sia dettato dall’invidia. Anch’io potrei sottolineare il tuo cattivo gusto, nello scegliere una ragazza morta come oggetto del nostro contendere… ma voglio chiudere il discorso qua, perché si tratterebbe di un ping pong sterile e sbagliato.

Di questa lettera, non hai capito niente. E sicuramente è anche colpa mia, se non sono riuscito a fartela capire. Ma mi rammarico del tuo modo così “ubriaco” – come tu stesso ti definisci – di commentarla! E ti consiglio di applicarti nello studio del giornalismo, oltre che del linguaggio da usare tra persone civili.

Salvatore Todaro
Direttore Responsabile di Milano Post

Questo commento era la risposta a questo post col quale rivendicavo la lucidità del mio giudizio giornalistico anche da sbronzo. Ora che il limoncello che ho bevuto sabato scorso è già parte del mio passato e che sono lucidamente seduto alla scrivania di una redazione, non solo rivendico ancora una volta la lucidità del mio giudizio giornalistico ad ogni tasso alcolemico (leggi: avevo ragione), ma approfitto di questo post per raccontare una storia che rasenta il trash che, nonostante tutto, non è stata esplorata fino in fondo dalle colonne di questo blog.

La finta evasione

E’ il 4 ottobre. Intorno al carcere di San Vittore, a Milano, posti di blocco della polizia. Si leva in volo anche un elicottero. Todaro titola “ULTIM’ORA-EVASIONE AL CARCERE DI SAN VITTORE”. Faccio un giro sui siti di cronaca e mi rendo conto che nessuno ha parlato di evasione. Niente fa pensare che qualcuno sia scappato dal carcere e che ci sia qualcuno a cercarlo.  Conoscendo Totò, ho fatto spallucce e mi sono detto: “Ha scritto una minchiata, amen, sono cazzi suoi.

Un tardivo regalo di compleanno

Il 19 ottobre ho festeggiato il quarto di secolo. Accanto alla fortuna di perdere e ritrovare il cellulare ad una festa universitaria, ho avuto l’altra sfacciata botta di culo di trovare, a Pagina 5 della cronaca di Milano del “Corriere della Sera” (Grazie a Francesco Priano della segnalazione su Fb)  di tre giorni dopo, uno tra i regali di compleanno più belli che abbia mai ricevuto: un pezzo titolato”La leggenda metropolitana dell’evasione di San Vittore”. Lo leggo e trovo una clamorosa smentita del tam-tam scatenato intorno a Milano Post il 4 ottobre. Poco importa che Todaro (e il suo sodale) abbiano rimesso mano al pezzo il giorno dopo. Al 22 di ottobre, il permalink dell’articolo recita ancora:

milano-evasione-dal-carcere-di-san-vittore-posti-di-blocco-in-tutta-la-citta/

Nonostante la smentita e la ribattuta, su Milano Post non è apparsa neanche una lettera di scuse ai lettori, una parola che chiedesse perdono per un errore marchiano.  Il Corsera, nella sua edizione milanese, grazie a Dio, ha messo una bella pietra tombale al dibattito: zero evasione, zero notizia, zero giornalismo. Almeno questo, la sfera pubblica milanese è riuscita ad ottenerlo.

Cosa farei io se fossi Todaro

Se scrivessi una notizia sbagliata e l’errore lo correggesse il Corriere in persona, io chiuderei il blog per un po’ e mediterei seriamente sul mio futuro da giornalista, implorando perdono alla Patria e a Dio per le mie malefatte. O, come minimo, cercherei qualcuno più degno di me di portare avanti questo sito e farne qualcosa di decente. Questo è quello che farei io, lo ripeto, ma, per parafrasare Todaro, devo imparare il linguaggio giornalistico perché sono solo uno sbronzo che si esprime con un linguaggio non degno di un consesso civile. Sarà…

Più seriamente,  però, comincio ad essere preoccupato.  Todaro è uscito dalla stessa scuola di giornalismo che ho frequentato io ed essere accostato (per quanto tangenzialmente, casualmente ecc) all’inizio della mia carriera a quella fallimentare esperienza che è Milano Post mi infastidisce particolarmente. Per cui, spero veramente che chi sostiene Milano Post abbia un sussulto di dignità e chiuda.  Grazie.

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