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Primarie, io non vado a votare

novembre 24, 2012

Ci sono delle ottime ragioni per evitare, domani di andare a votare alle primarie. E, purtroppo per la sinistra e il centrosinistra, nel bilancio tra pro e contro, sono questi ultimi a prevalere

Balbettii sui grandi temi

Francamente non ho sentito discorsi di ampio respiro, coraggiosi che parlassero della mia generazione, quella che, per esempio, lavora anni gratis nella speranza di un contratto atipico. A parte la polemica contro la Fornero sui choosy, non ho ascoltato proposte serie per riaccendere l’ascensore sociale che permetta ai figli della classe media, magari, di diventare dirigente.

Altrettanto francamente, non ho sentito parlare di politica estera e di difesa, di come intendiamo comportarci con il Nord Africa e di come intendiamo integrare gli immigrati e quelli di seconda generazione. Come sempre, sotto elezioni (quando anche i voti dei gay contano) si scatena il dibattito suo matrimoni gay o non gay. Ma, anche qui, nonostante uno dei candidati sia dichiaratamente omosessuale, sembra che la discussione non vada oltre la coreografia.

Flirt e scheletri nell’armadio

L‘articolo della collega Giuliana Grimaldi ne racconta abbastanza per stare a casa. Aggiungo che, al di là degli scheletri nell’armadio, la gestione di Vendola della questione Ilva di Taranto ha dello scandaloso, come ebbe dello scandaloso la gestione Renzi della linea 2 del tram a Firenze e come hanno dello scandaloso alcuni aspetti del sistema delle Coop rosse (Unipol in testa) in Emilia Romagna di cui Bersani, in fondo, è espressione e che farà la differenza alle urne.

Votare solo se motivati

Analizzando il voto in Sicilia, un politologo, in un talk-show, giustificò l’astensione alla Regionali con l’insostenibilità economica delle clientele che giustificavano un’affluenza altissima. Sulla base di questa affermazione, sono arrivato alla conclusione che, forse forse, è meglio che si vada a votare solo se si è convinti di quello che si fa. Forse, il concetto di pars valentior di Marslilio da Padova si riferiva proprio ai più motivati, a chi ha il coraggio di rispondere politicamente, davanti a se stesso, della scelta che ha fatto.

Io ho fatto politica nel Pd e ho sempre votato per il centrosinistra e, visto dove siamo arrivati, un po’ in colpa comincio a sentirmi.

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