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Se l’iPad riduce il senso critico degli studenti io sono Babbo Natale

gennaio 21, 2013

Io ho fatto il Classico tra 2001 e 2006. Ho una connettività Internet dal 2002 e Internet mi sta dando lavoro. Basterebbe questo per stabilire che, forse, per me, sono state più utili le ore passate a scandagliare il web alla ricerca di incisioni, partiture e notizie che le polverose versioni di greco. Al di là dell’utlità personale, ho letto questo pezzo sul sito del Corriere (giuro non è una barzelletta) e mi è venuta voglia di saltare in piedi sulla scrivania e mettermi ad urlare. Studenti acritici con l’iPad? Stiamo scherzando?! 

Su quello che potrebbe fare la tecnologia e il digitale ho scritto qua anche piuttosto recentemente, ma voglio raccontare, lo stesso, un piccolo aneddoto. Il poco inglese che conosco lo so perché, più o meno quando avevo le medie, giocavo a Sim City 3000. Le schermate contenevano testi anche piuttosto complessi, le icone avevano delle etichette che apparivano passandoci il mouse sopra e, in generale, l’interfaccia faceva sì che si potesse giocare anche senza conoscere la lingua. Ma, soprattutto, le centinaia di trials and errors che le schermate di cui sopra mi obbligavano ad attraversare mi ha permesso di avvicinarmi alla lingua.

I miei compagni di classe che, con le borse Inpdap, andavano nel Regno Unito o in Irlanda a studiare la lingua non raggiungevano neanche lontanamente le mie performance. Possibile che un device come l’iPad riduca il senso critico degli studenti?

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