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Lettera aperta a chi non sa una cippa di Internet e cerca di spiegare Beppe Grillo

febbraio 28, 2013

 

Cari fuffologi vi scrivo,

 

   così mi distraggo un po’, e visto che siete tanti, più forte vi scriverò:

 

IL SUCCESSO DI BEPPE GRILLO NON VIENE DA FACEBOOK MA SUL TERRITORIO
(fatevene una ragione) 

 

Non è per fare il Morozov della situazione (Morozov è questo qui) cercherò di spiegarvi una volta per tutte che Internet e i social media non sono un agente di persuasione in sé come il senso comune vuole sia la Tv, ma ha un’altra funzione, altrimenti Obama mai si sarebbe sognato di spendere milioni di dollari per mettere in onda i suoi spot.

 

La campagna di Obama 2008 (sì, ripartiamo dai fondamentali)

 

Era il 2009. Dalla porta della mia aula universitaria entrò Antonio Sofi (sì, quello di Agorà su Rai Tre) e, ad un certo punto della lezione, disse questa frase:

 

Attraverso i social media, lo staff di Obama ha permesso che attivisti della California si organizzassero e andassero a fare i porta a porta nel Nevada

 

In pratica cos’era successo? Nel Nevada, appunto, i militanti democratici si erano accorti di essere in pochi. Hanno chiesto aiuto su Internet e gli attivisti californiani sono venuti in loro soccorso. I social media per il porta a porta, bel cortocircuito, vero?

 

Come si traduce in grillino?

 

Beppe Grillo “nasce” con il V-Day nel 2007. Il M5S nasce nel 2009, ma l’infrastruttura che ne ha reso possibile l’ascesa è nata nel 2005  sul social network che si chiama meetup.com. Questo sito permette, soprattutto, di organizzare eventi tra persone che fanno fatica a incontrarsi fisicamente.

 

L’idea è: crescendo i tempi di utilizzo di Internet, crescono i tempi di permanenza in casa, se gli aderenti ad una comunità di pratica vogliono incontrarsi fisicamente, dov’è che possono organizzarsi? Esattamente lì. Faccio notare che Facebook, al tempo, era ancora un club esclusivo per studenti della Ivy League.

 

L’importanza nella struttura grillina sta nel fatto che nei meetup si discute organizzando anche gli eventi nel mondo reale. In pratica, i meetup servivano da (servono) da sezione, più o meno nella misura in cui le sezioni servivano alla Spd del XIX Secolo, solo che non ha muri ed è accessibile attraverso un PC (nel 2005) e adesso attraverso anche lo smartphone.

 

Il meccanismo è lo stesso della Primavera Araba, solo che, in democrazia, e con un’alfabetizzazione digitale indegna del Terzo Millennio, un fenomeno del genere tende a passare più o meno inosservato.

 

Basta il meetup?

 

No, non basta. Lo sanno anche i sassi, ma evidentemente…Su Internet non si improvvisa. Sui media, non si improvvisa. Per questo, i militanti grillini seguono corsi di comunicazione che servono a fare communty manger, (da troll, anche…), a sostenere un dibattito pubblico, a convincere la gente a votare. I corsi sono reali, non in e-learning. E anche questo è un indizio del successo. Ma questi due paragrafetti sono la premessa per l’arma atomica di Grillo (altro che il Popolo delle Primarie…)

 

Notorietà sul territorio

 

Queste due cose messe insieme fanno sì che  vicino all’elettore, ci siano sempre persone preparate che sanno cosa dire. Sono loro i veri persuasori (occulti?) di Beppe Grillo. La notorietà di persone molto motivate sul territorio ha fatto sì che cambiasse il clima d’opinione. Dal basso, se vogliamo. Con un’operazione ben orchestrata dall’altro, più realisticamente.

 

Perché tutto questo è passato inosservato?

 

Questi processi si svolgono lontano dalle città e dai centri coperti dai media mainstream. Sui giornali ha fatto molto più rumore Oscar Giannino che le centinaia di discussioni che si svolgevano (e si svolgono) sul network grillino. Come sempre (era già successo con la Lega) ci si accorge che qualcosa succede nel momento stesso in cui ha finito di succedere. Eppure, gli indizi sono sempre là, evidenti a tutti. Solo che, spesso, manca il coraggio di metterli insieme.

 

E adesso?

 

E adesso, riflesttiamo. E facciamo un po’ i listener su Internet, piuttosto che soddisfare la nostra vanità twittando quando siamo fighi. Soprattutto, leggiamoci Morozov.

 

Cordialmente
Francesco Piccinelli Casagrande

 

PS Se pensate che questo sia “senno di poi” per citare il Nostro, andate dove sapete e leggete il mio blog. Se pensate sia fuffa, i commenti sono aperti esattamente per questo.

 

 

 

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