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Allevi è un cazzone, ma i cattedratici (o presunti tali) fanno schifo come lui

luglio 25, 2013

Ohibò, Allevi ha sparato la cazzata del ritmo e di Beethoven: scandalo tra musicologi/ofili e loggionisti.  Invece di isolare il tema e chiedersi se, nello sviluppo del fenomeno Allevi le cariatidi  che sostengono l’ortodossia della musica classica hanno qualche responsabilità, cosa fanno, le cariatidi? Rispolverano il materialismo storico di Marx (e chi è venuto dopo), si lamentano della società commerciale e di altre cazzate come, esattamente, qua. Certo, i media hanno delle gravissime colpe nei confronti della musica classica in genere. Ma il tiro al bersaglio contro media e gente percorona comincia a disturbarmi. Se non altro perché sono abbastanza giovane da ricordarmi come si insegna musica in Italia e come si spiega che un Brandeburghese di Bach è meglio di “Abbey Road”.

Ti spiezzo il flauto dolce

Alle medie, si storpia la storia della musica, si storpiano piccoli brani della tradizione popolare con quegli strumenti del demonio che sono i flauti dolci di plastica. Il flauto dolce, di per sé, è uno strumento della Madonna. Ha multiple voci, diverse tonalità e un suono da sciogliere il cuore  (se siete a Firenze pregate Dio che Bellugi Jr. si esibisca col suo flautino dolce per credere). Peccato che alle medie venga usato come uno strumento di tortura che dura tre anni. Poi…finite le medie la musica sparisce, dimenticata.

I docenti delle medie, di solito, sono musicisti che non fanno i musicisti, che hanno bisogno di uno stipendio e vaffanculo alla preparazione. So che non è del tutto vero, che ci sono docenti che prendono il compito come missione ecetera eccetera. Ma…se Allevi ha il successo che ha, una buona parte della colpa ce l’hanno quegli insegnanti che invece di spiegare perché nasce l’opera o perché, ad un certo punto, Mozart scrive il Requiem, perché nasce la Nona, preferiscono rompere i timpani dei propri allievi con gli improbabili acuti di strumentini da quattro soldi.

L’ortodossia non è digitale

Qualche tempo fa, vidi come un professore universitario disprezzava la potenza divulgativa di Wikipedia. Ma, cavolo, se c’è un problema cultura in questo Paese, vorrai, tu, esponente dell’alta cultura usare tutti i mezzi a disposizione per divulgare il sapere? E, invece, no. Meglio, molto meglio chiudersi e lamentarsi della società mercantile che è stupida in quanto tale.

Comoda, la torre d’avorio, vero?

Ma, d’altronde, va bene così. La massa stupida non pensa e non chiede. Gli esponenti dell’ortodossia possono continuare con i loro giochini, le loro seghe mentali, le loro porcherie. Possono continuare a far fare carriera a mogli, mariti, figli, amanti eccetera. Intanto, però, i teatri chiudono, le orchestre vengono smobilitate e tutti si stracciano le vesti a danno ormai fatto.

A chi conviene che la situazione rimanga così? A chi vuole tenersi stretta la proprio fetta di sapienza da mostrare ed esibire (non dividere) con disprezzo a chi non ce l’ha in occasioni speciali, come il linciaggio (sacrosanto linciaggio) che sta subendo Giovanni Allevi.

Un eterno demolition derby

D’altronde è così. Siamo l’unico paese occidentale a non aver accettato di venire a patti con la cultura pop. Per quanto mi senta più vicino alla classica che al pop, come genere, non me la sento di disprezzare chi ascolta Allevi e chi lo considera un grande.

Il problema, non è incavolarsi perché Allevi scrive quello che scrive, ma chiedersi perché la ggente non possa andare oltre perché se non si cerca un modo per andare oltre, la baracca chiude intendendo con questa espressione che la gente (con una g sola) non andrà più all’opera e continuerà a votare partiti che tagliano la cultura. Allora, cosa faranno quelli che si stracciano le vesti per Allevi? Abbracceranno il Bushido giapponese fino alle estreme conseguenze? Spero (per loro) che non ne abbiano bisogno.

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2 commenti
  1. fridolin permalink
    luglio 25, 2013 11:32 am

    Ma senti, io sono un PI. (non Povero Imbecille, un Perito industriale), sono 40 anni che ascolto musica classica, e credo che allevi & c., lasciando perdere Marx Engels & c., facciano parte del rincoglionimento progressivo cui è stata sottoposta la pecorile massa e non solo per quanto riguarda la musica.
    Rincoglinimento che è progressivamente aumentato in questi ultimi venti anni di culi tette e arisie, gigi d’ alessi e mariani apicelli.
    Se alla gggggggente proponi sempre questi troiai senza mai porre delle alternative, chiaramente gli strimpellatori la fanno da padroni, ma, d’altra parte più il parco buoi è ignorante e maggiormente si può manipolare.

  2. luglio 25, 2013 11:34 am

    Sì, ma non credere che la classe intellettuale del Paese sia esente da colpe. La Tv commerciale con tanto di tette e culi c’è ovunque. Solo da noi, il degrado culturale è così elevato.

I commenti sono chiusi.