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Finalmente Obama ha parlato: “Colpiremo la Siria…forse”

agosto 31, 2013

Sotto Bush ci eravamo abituati troppo bene: bastavano dei disegnini proiettati al Consiglio di Sicurezza dell’Onu e qualche rapporto falsificato per andare in guerra. La squallida performance di Colin Powell al Palazzo di Vetro è ancora negli occhi di tutti: ora, dieci anni e qualche mese dopo, servono altre cose.

La guerra non è gratis

Per una guerra, servono, prima di tutto, i soldi. Sì, perché, per chi si fosse messo solo ora all’ascolto, l’unica superpotenza rimasta è un po’ a corto, visto che i partiti non si sono messi d’accordo sul bilancio del 2013 e, quindi, sono scattati, come una mannaia, dei tagli automatici che hanno impedito, tra le altre cose, di riparare un sottomarino nucleare andato a fuoco per la negligenza di un addetto alla manutenzione. 390 milioni di dollari che la Marina non è riuscita a trovare e, così, il Miami è stato scartato dalla flotta. Meno male perché, altrimenti, chissà se gli Usa si sarebbero potuti permettere di minacciare l’intervento in Siria.

La gente è stanca di guerre

Gli elettori statunitensi non hanno nessuna intenzione di appoggiare un’altra guerra in medio-oriente. Sia che si tratti di qualche missile sparato dal Mediterraneo o di un’invasione su vasta scala, 8 americani su 10 sono quantomeno scettici su un’intervento armato in Siria (fonte:Nbc), a due passi dall’infame Iraq e non è che all’opinione pubblica statunitense sia piaciuto il modo in cui la Casa Bianca ha gestito la crisi. Questo ci porta dritti dritti al punto tre.

Washington bloccata dai partiti

Per chi si fosse metto all’ascolto solo adesso, la Camera dei rappresentanti è in mano ai repubblicani. La destra americana sta criticando asprissimamente la gestione americana della crisi siriana. “Obama non sa cosa fa”, “Obama è da solo”. Questi sono i commenti della destra a stelle e strisce. Cosa vogliono dire queste posizioni, che gli Stati Uniti non andranno in guerra? Che i repubblicani intendono usare il dibattito parlamentare per uccidere politicamente Obama, sconfiggendolo sulla politica estera e sostenendo la linea che non solo ha alienato il principale alleato, la Gran Bretagna, ma anche il Congresso?

Brutte notizie dalla perfida Albione

Già, perché mentre Obama ha fatto una dichiarazione che lascia più interrogativi che altro, la Camera dei Comuni di Londra ha detto “no” a Cameron sull’intervento in Siria. Praticamente, per la prima volta a memoria d’uomo. Il precedente c’è ed è molto preoccupante per Obama. Se proprio vogliono colpire (e i dubbi che ne abbiano voglia ci sono), gli uomini di Obama devono fare i conti molto bene, altrimenti corrono il rischio di perdere la faccia come neanche George W. Bush è riuscito a fare.

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