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Vietato piegarsi: perché “Il Giunco” ha bisogno dell’approvazione di Marras?

dicembre 4, 2013

Sarò idealista e ingenuo, ma quando si verificano degli equivoci, è bene denunciarli con forza e segnalarli. Martedì, a Grosseto, si è tenuto un incontro in cui “Il Giunco” festeggiava i primi due anni di attività. Oltre alle più sentite congratulazioni, va posta una domanda: perché invitare il presidente della Provincia e perché aprire il pezzo con un suo virgolettato?

Marras a "Il Giunco"

Il fatto è che noi, come giornalisti, dovremmo essere un punto di riferimento critico della comunità, nel senso che dovremmo avere un rapporto con la politica che non sia amichevole, ma, il più possibile sospettoso e scettico, altrimenti rischiamo di abdicare al nostro dovere: quello di fare da cane da guardia della società contro i pubblici poteri.

AAA Cani da guardia cercasi

Eppure, in Maremma, c’è bisogno di cani da guardia. Che non devono essere per forza raffinati e sofisticati ma devono chiedersi se è così vero che da noi non succede mai nulla o le notizie vengono semplicemente passate sotto silenzio. In effetti, il dissesto idrogeologico ha mietuto una decine di vittime in provincia negli ultimi due anni, da tre anni si sa che aziende del territorio sono implicate nello smaltimento illegale di rifiuti tossici mentre alcune decisioni a livello politico ed economico lasciano sconcertati, senza che nessuno di noi alzi un dito e ponga una domanda seria che sia una. In questo senso, la débacle più grave la stampa maremmana l’ha subita quando si allineò alla linea Camilli al tempo del calcioscommesse senza mettere lontanamente in dubbio la versione dell’imprenditore viterbese per la cui squadra (tra stadio e ordine pubblico) il contribuente aveva già pagato abbondantemente senza avere nessun ritorno a parte qualche trafiletto nelle pagine interne della Gazzetta del lunedì.

La via più semplice o quella più scomoda?

Quando avevo 18 anni, fui coinvolto in una “work experience”, uno stage a bassa intensità, nella ormai defunta Teletirreno. Mi fu chiesto di scrivere una notizia: si trattava di un consigliere comunale di Castiglione della Pescaia che chiedeva le dimissioni di Monica Faenzi. L’attacco era:

L’assessore Tal dei Tali ha chiesto la testa del sindaco di Castiglione della Pescaia

Mi fu detto che era tecnicamente sbagliato, perché altrimenti il consigliere d’opposizione avrebbe chiamato in redazione. Davvero? Sono passati otto anni, mi sono laureato, ho scritto nei giornali universitari, ho fatto stage in tv private e uffici stampa, ho fatto un master e ho lavorato (retribuito) in uno tra i principali siti web nazionali, e ancora non capisco cosa ci fosse di sbagliato, in quell’attacco.

Il punto, però, è che se abbiamo paura di un consigliere comunale di Castiglione della Pescaia, quando dovremo denunciare qualcosa di più grosso, cosa succederà? Ci giriamo dall’altra parte, con l’approvazione di papà Marras?

L’informazione locale che vorrei

Senza andare troppo nei dettagli, a me piacerebbe un’informazione locale arrabbiata e affamata di clic in grado di combinare tagli da tabloid a contenuti d’inchiesta, ad approfondimenti e a prodotti innovativi nel senso più lato possibile. Posso dire altro? No: stay tuned 😀

 

 

 

 

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