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Quel pasticciaccio brutto brutto delle primarie a Massa Marittima

marzo 9, 2014

A urne chiuse, il primo a fare polemica sono io. Sono io per un motivo molto semplice: o il Pd di Massa Marittima si porrà una volta per tutte il problema di come si dialoga con le comunità straniere in città e, di conseguenza, su come si organizzano le primarie, o io riconsegnerò la tessera del partito. Punto e chiuso. Perché è giusto accogliere tutti, ma assistere a grappoli di stranieri che vengono a votare senza neanche sapere come si fa sapendo benissimo che queste persone sono state mai coinvolte dal partito in via ufficiale riflettere e fa sospettare che ci sia qualcosa sotto, che qualche candidato non abbia giocato pulito che quegli stranieri siano truppe cammellate mandate da qualcuno che vuole vincere ad ogni costo, a prescindere dalle conseguenze politiche.  Se fosse così avremmo un problema da risolvere.

Gli immigrati hanno diritto di voto, lo dice lo statuto

Sì, però, c’è qualcosa che non torna. L’ho scritto in introduzione, lo scrivo adesso: le comunità straniere e il Pd di Massa non hanno mai dialogato. Ho seguito piuttosto bene la campagna delle primarie e non ho mai neanche sentito nominare la questione “integrazione”. Se qualcuno l’ha nominata, lo ha fatto in grandissimo segreto. Soprattutto, non ho nozione di associazioni di stranieri che abbiano dato il loro sostegno ad uno o a un altro candidato. Per cui, il problema si pone: che diavolo ci facevano quelle persone al seggio?

Perché vale la pena sbattere la porta e uscire dal partito

Vale la pena perché se un partito diventa una barzelletta, se permette queste cose trincerandosi dietro al regolamento, allora c’è qualcosa che non funziona. Se si vogliono inserire gli immigrati in un percorso di integrazione anche politica, non si può limitarsi alle primarie. Non lo si può fare perché è troppo facile il sospetto che i gruppi (probabilmente organizzati) siano inquadrati in schemi che noi che viviamo nelle zone rosse conosciamo fin troppo bene. Candidati e partito tengano a mente questa massima: in politica, il sospetto è legittimo e va incoraggiato. E’ la finta ingenuità che è un insulto all’intelligenza e alla buona fede di militanti ed elettori.

In chiusura, un paio di precisazioni

Non ho fatto campagna elettorale per nessuno dei candidati di Massa Marittima, prova ne è il silenzio rispettato da questo blog durante l’ultimo mese o giù di lì. Ho sicuramente votato alle primarie, ma mi riservo il segreto sulla mia preferenza. Spero che chiunque vinca abbia il coraggio di instaurare un dialogo vero con le comunità straniere insediate nel nostro territorio e mi auguro che il partito voglia prendere l’iniziativa per cercare di evitare che scene come quelle che si sono viste qualche ora fa non si vedano in futuro. Certo, la mia tessera non vale granché, ma, spero, questo mio ultimatum porterà candidati e partito ad una seria riflessione.

AGGIORNAMENTO —> Alla fine, ho lasciato il Pd di Massa Marittima, pochi giorni dopo la nomina della nuova segreteria, cioè, il 16 luglio 2014.

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