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Qualcuno salvi il castello di Montemassi e lo faccia adesso

agosto 27, 2014
La Rocca di Montemassi

Non fosse che è il catello di Montemassi, sarebbe “solo” un altro castello tra Grosseto e Siena. La verità, però, è che questo non è un castello qualsiasi. Quando, infatti, Simone Martini, nel 1330, lo dipinse, era ancora viva la memoria dell’assedio di Montemassi che stroncò la rivolta guelfa del 1328 e fu dipinto e celebrato nella Sala del Mappamondo del Palazzo Pubblico di Siena in questo affresco:

Rocca di Montemassi

Com’era Montemassi nel XIV Secolo

 

 

 

 

 

 

Sono passati quasi sette secoli e la Rocca la troviamo così:

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E’ chiaro il problema: si chiama guano di piccione, si chiama erbacce, si chiama, più banalmente, incuria. Ora, non starò a chiamare comuni, sovrintendenze e altri uffici. La verità è che un monumento “così” non può essere lasciato a se stesso come se fosse un rudere come tutti gli altri. E’ una vergogna che non ammette repliche e che, francamente, lascia sconcertati. Torri piene di cacca di piccioni, erbaccia sulle mura e nessuno mi venga a dire che è colpa del Comune o della Sovrintendenza. Possibile che a nessuno, a Montemassi, sia venuto in mente di organizzare una bella ripulitura della Rocca? Intanto, tra il serio e il faceto, mi sia concesso omaggiare i nuovi padroni del castello. Altro che i Pannocchieschi…

I signori del Castello di Montemassi

I signori del Castello di Montemassi

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