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Gabriele Galeotti, tutto quello che dovete sapere sull’architetto più controverso di Massa Marittima

aprile 2, 2015

E’ il 25 maggio del 2014. A Massa Marittima si sceglie il Sindaco. Io ero rappresentante di lista per Marcello Giuntini nella stessa sezione di Gabriele Galeotti. Mentre si opponeva a una mia contestazione io gli dico “O coso, che cazzo vuoi?” – gesto per il quale mi sono prontamente scusato. Pochi minuti dopo, sottolineando come nel verbale fossi registrato col primo cognome e non con tutti e due, cerca di farmi allontanare dal seggio. Io gli tiro sul tavolino il mio passaporto chiedendogli di ravvisare lui stesso eventuali irregolarità, lui mimando di pulirsi il culo, mi dice: “Ti faccio vedere dove lo puoi mettere” però – ed è questo l’importante – non lo apre e ritira la contestazione. Lo scrutinio è andato avanti con lui che faceva lo sbruffone e con io che gli ricordavo un paio di mail che mi aveva mandato pretendendo che io gli rilasciassi informazioni che non avevo su chi gestiva il sito del Pd di Massa Marittima tra il 2009 e il 2010 mentre lui sosteneva che erano uno scherzo facendo – sostanzialmente – marcia indietro. Fatto sta che, mentre Massa Comune vinceva la sezione che presidiavo, Marcello Giuntini vinceva le elezioni. Infatti, quando arrivò il vecchio Boccuni con i risultati delle frazioni, il primo a dileguarsi fu proprio Gabriele Galeotti convinto fino a quel momento che, per una volta, il centrosinistra avrebbe perso.

Gli attributi che mancano

Ho raccontato questo resoconto delle elezioni dell’anno scorso perché la cosa fantastica di questo primo anno di legislatura è che Gabriele Galeotti ha tenuto una retorica fatta di confronto di attributi tra lui e il Sindaco in cui Marcello Giuntini doveva rispondere di qualsiasi respiro che ha fatto e di qualsiasi parola che ha detto. Ultimo caso il primo aprile. Ecco di cosa si tratta:

Galeotti sfida GiuntiniPraticamente, Galeotti è convinto di aver trovato delle irregolarità nei versamenti IMU di Lidia Bai, Isabella Bolognini e di un’azienda che prestava servizio alle PPAA locali. Alle accuse ha risposto Giuntini così:

Giuntini Risponde

La metafora del chihuahua con i denti da latte

Ora Galeotti ci sta deliziando con tutto il repertorio, fatto di richieste di confronti pubblici (non ci sono già i consigli comunali?) e di altre amenità che dimostrano come lui sì che è un uomo con gli attributi, mentre tutti gli altri (nominalmente noi animali domestici che abbiamo sostenuto Giuntini alle elezioni) sono dei senza palle con il cervello imbevuto di stronzate e in politica solo per fare affari. Ora, al di là di questo, lo sappiamo tutti come andrà a finire: tra 3 settimane nessuno si ricorderà di questa storia e Galeotti avrà un’altra polemica con cui impiegare il suo tempo. In fondo, sono cinque anni che spara sentenze, che dà notizie – in molti casi non verificate – senza mai scusarsi. E, soprattutto, in due elezioni in cui la sua lista si è presentata, la sua lista ha perso. E – a proposito di attributi – mai una parola di analisi sulla sconfitta, mai la percezione di aver sbagliato qualcosa. La perfezione che, come raccontano gli aneddoti messi in testa a questo post, fugge quando perde. Con una metafora scherzosa, potremmo dire che Gabriele Galeotti assomiglia (sottolineo assomiglia) a un chihuahua con i denti da latte: tanto rumore, tanti ringhi, tanta (anche) cacca nel ventilatore, nel migliore dei casi, senza mai incidere e passando – spesso e volentieri – nel dimenticatoio. Ormai lo sappiamo. Forse, Massa, si merita qualcosa di meglio.

Aggiornamento del 2/04 alle 19.50

Pubblico i commenti di Gabriele Galeotti sulla mia pagina Facebook. Io non commento ulteriormente: lo spettacolo è abbastanza desolante da solo.

Gabriele Galeotti mi commenta

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