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Salvate il soldato Civati (basta canne!)

aprile 27, 2015
Pippo Civati con dell'erba

Se ho una grave responsabilità politica, nella mia vita, ho quella di aver votato (sigh…) Civati alle primarie del Pd e la sua mozione al congresso. Quello che ha fatto da allora il bel Pippo andrebbe inserito nel manuale dei fallimenti politici più spettacolari della sinistra italiana. Un lento scivolare verso l’irrilevanza e verso i personaggi che lui stesso volevo rottamare ai tempi della prima Leopolda. Triste, tristissimo suicidio di uno che evidentemente non è un politico di razza e che non ha seguito l’unico comandamento che chiunque faccia politica deve seguire: pensare a se stesso. Come fa Renzi, del resto.

Condannato all’irrilevanza

Non ho capito perché, ad un certo punto, Civati abba fatto comunella con la minoranza Pd. Non mi è mai tornato e, dal punto di vista di Civati, non ha senso. Il suo gioco doveva essere quello di essere più rottamatore di Renzi. Il suo ruolo – nella commedia dell’arte della politica – doveva essere quello del rompicoglioni sì antirenziano, ma talmente a sinistra nel Pd da voler insistere ad ogni costo su temi come ambiente e diritti civili, lasciando il campo della legge elettorale e delle politiche del lavoro. E, invece di specializzarsi su temi di sinistra o, comunque, avanzati, si è unito al coretto scontento dei bersaniai, dei dalemiani e di tutti quelli che hanno perso il congresso recintandosi in un triste e asfittico spazio che, magari, farà felici gli elettori con i capelli bianchi e il colbacco ma che a me – invece – lasciano molto perplesso.

Perché opporsi al Jobs Act? Perché opporsi all’Italicum?

L’Italicum è una creatura di Roberto D’Alimonte. Un nome al di sopra di ogni sospetto. Persona intelligentissima, ex colonna portante del Cesari Alfieri, la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Firenze. Un grande politologo ed esperto del sistema politico italiano che ha creato una legge imperfetta ma accettabile che, in fondo, è meglio del porcellum. In questa fase politica, l’Italicum è cucito addosso al Pd. Quindi, perché Civati, che è del Pd, si oppone a una legge che beneficia il suo partito e quindi Civati stesso? Poi, il Jobs Act è una buona riforma del lavoro che permetterà a molti di noi giovani di entrare nel mercato. Che senso ha avuto opporsi, visto che molti degli elettori civatiani hanno la mia età? Per l’Articolo 18? Leggetevi un contratto a progetto, poi ditemi se esiste ancora, per la mia generazione. Detto questo, la pervicace opposizione di Civati in sintonia con la sinistra Pd altro non ha fatto che chiuderlo in una riserva indiana. In attesa di Dio sa cosa.

Pippo, basta con le canne

E’ bello che il bel Civati partecipi ai convegni sulla liberazione dell’erba e che sia animatore dell’intergruppo che vuole migliorare la legge Fini-Giovanardi. Va benissimo. Ma, tra un tiro e l’altro, ci sarebbe un Paese che non ha bisogno di opposizioni indiane che si oppongono ad ogni cambiamento. Io ho voglia di cambiare. Una volta anche Civati. Ma, temo, che Pippo sia rimasto ingolfato nella melassa romana. Qualcuno mi aiuti a salvarlo.

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