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Erri De Luca sta sbagliando tutto e vi spiego il perché

maggio 20, 2015
Erri De Lica - da Wikipedia

Non ho mai avuto stima di Erri De Luca. Non mi piace il suo essere collaterale (colluso) con il movimento No-Tav. Ma, per una volta, avrebbe ragione: è sotto processo a Torino per aver espresso un’opinione. L’opinione è un po’ delicata: Erri De Luca ha detto che è giusto sabotare la Tav e la Procura di Torino l’ha interpretata come un’istigazione a delinquere. Per questo è finito sotto processo. Io sono vivacemente favorevole all’Alta velocità ferroviaria, il mio stomaco dà ragione alla Procura di Torino la mia testa no, perché se fosse giusto andare in galera per un’opinione, per quanto controversa, la maggior parte di noi dovrebbe finire in galera. Per questo Erri De Luca non dovrebbe finire in galera ma continuare con la sua vita. Eppure, udite udite, ha deciso di non difendersi in tribunale, arrivando alla sentenza dando mandato ai suoi avvocati di non fare niente.

Che diavolo gli dice il cervello?

Le aule di tribunale non sono luoghi qualunque: sono quasi delle cattedrali dove viene esercitata una funzione alta e delicata, come la giurisdizione. La giustizia penale è ancor più alta e delicata perché deve decidere se privare o no una persona della libertà e, per quanto PM e giudici in Italia non siano elettivi, è – comunque – espressione della nostra democrazia. “In nome del popolo italiano” recitano i giudici prima dell’emissione del verdetto. Non solo, le aule di tribunale, di solito, sono aperte al pubblico e la discussione pubblica dei casi permette di affrontare temi – in alcuni casi – universali, come quello della libertà di espressione. Perché non approffittare di questo caso per lanciare un grande dibattito sullo stato della libertà di espressione nel nostro Paese?

E invece no. Erri De Luca non vuole portare la questione davanti alla Corte Costituzionale perchè non vuole clamore e perché vuole andare in galera. Quando Sallusti fece una sceneggiata del genere lo prendemmo tutti a pernacchie. Erri Ded Luca, invece, viene compatito e coccolato. La verità è che se si hanno degli ideali, per quegli ideali si combatte. E dove meglio che nel Foro, in pubblico, in nome del popolo e con argomenti legali si può combattere per ciò in cui si crede?

Una scelta che ci danneggia tutti

Se – come leggo – Erri De Luca rinunciasse davvero a mettere in dubbio la legittimità costituzionale del reato di istigazione a delinquere, danneggerebbe tutti noi. Danneggerebbe tutti noi perché è interesse generale che quella norma venga rivista, è interesse generale allargare il più possibile la libertà di espressione, è interesse generale che una norma incostituzionale venga dichiarata come tale e disapplicata. Eppure, a Erri De Luca tutto questo non interessa. Gli interessa difendersi “da scrittore” perché “l’Articolo 21 non va discusso in un aula di tribunale”. E dove sennò? E’ lì che le leggi diventano argomento di discussione. Non rendersene conto è semplicemente stupido perché, poi, facendo questa scelta Erri De Luca decide di andare in galera.

Se la sta cercando

Se dovesse essere condannato e finisse in galera, spero che nessuno si indigni. In fondo, è lui che ha scelto di non combattere. E’ lui che ha scelto di difendersi “da scrittore”, qualsiasi cosa significhi. E giocare al piccolo Dreyfus può soddisfare il suo ego, Erri De Luca può benissimo farlo a spese dei contribuenti. Però non dica che non l’avevamo avvisato.

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