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Lasciate i lavoratori dell’Electrolux in santa pace

agosto 15, 2015

I Tg della sera di Ferragosto hanno fatto una cosa che mi ha fatto saltare letteralmente sulla sedia. Stavo mangiando un po’ di uova col pomodoro preparate da mia mamma – una che faceva il sindacato (da operaia) nella bergamasca negli anni ’70 – e mi sono andate di traverso quando ho visto come i media nazionali hanno raccontato una vicenda locale e piccola come quella dell’Electrolux, aperta per Ferragosto. Praticamente, i grandi tiggì avevano sguinzagliato i loro reporter d’assalto per andare a intervistare gli operai dell’Electrolux in entrata e in uscita dai cancelli della fabbrica. Molti di loro si sono rifiutati di parlare e una buona parte dei pezzi è stata centrata su questo. Ma, accidenti, che cavolo ti aspetti che dica un operaio dell’Electrolux che, magari, si vergogna a parlare all’assemblea di condominio?

Abbiamo rispetto per le storie che raccontiamo

E’ vero che le redazioni sono ambienti infernali fatti di gente che vuole la notizia ed è – in qualche caso – fin troppo indulgente nel compromesso, ma -a accidenti – mettere il microfono in bocca a gente semplice, abituata a stare in fabbrica è una cattiveria gratuita. Andare in giro con una telecamera e un microfono significa avere in mando degli oggetti che sono molto aggressivi. A molti – me incluso – dà molto fastidio essere osservati per strada. Figuratevi essere inseguiti con una telecamera che rappresenta – e questo gli operai dell’Electrolux lo sanno benissimo – centinaia di migliaia di sguardi. E’ ovvio che si nascondano. Ma da qui a costruirci un pezzo giornalistico degno di questo nome ne corre. Eccome se ne corre.

Pavlov. I nostri media sbavano appena suona la campanella

Da un po’ di tempo vedo una cosa. Il giornalismo italiano ragiona per inferenze molto semplici: Se “cattolico” allora “CL”. Se “metalmeccanico” allora “FIOM”. Poco importa che – per esempio – la Fiom abbia perso fior di referendum in Fiat e che il sindacato sia in crisi di rappresentanza almeno da 20anni. Ma, soprattutto, la cosa che deve aver fatto fiutare l’affare a una casta corporativa come la nostra è che ci siano delle persone che non obbediscono agli ordini della corporazione e agiscono di testa loro rompendo uno schema che molti redattori davano per assoluto e assodato. Che poi, gli operai hanno sempre lavorato a Ferragosto. Altrimenti, come hanno fatto gli operatori radiotv a caricare le pile della camera, nelle ore che sono trascorse dall’arrivo in fabbrica all’uscita dei lavoratori? Eddai, su…

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