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Depressione, possiamo parlarne?

ottobre 4, 2015
Demi Lovato

Ogni volta che riposto su Facebook il mio post su Medium sulla depressione, le mie statistiche si impennano e ricevo messaggi di amici e non che mi raccontano un po’ della loro esperienza e – in qualche caso – mi chiedono qualche consiglio. Tutto sommato, è una vita che spalo merda nella zona retrocessione dei social media italiani e una cosa del genere mi era capitata solo in caso di flame con qualche politico locale e in poche altre occasioni. E la cosa mi lascia perplesso perché tutti sappiamo cosa sia disagio psichico. In fondo, l’Italia è il Paese della Legge Basaglia. Tutto sommato, con la malattia mentale dovremmo avere confidenza. Invece, purtroppo, c’è ancora uno stigma sociale e – soprattutto – c’è una diffidenza nei confronti della psichiatria che è, quantomeno, medievale.

Quando ho scritto il famoso post di cui sto parlando, ho preso ad esempio quello che fanno media come Huffington Post, negli Usa e, in generale, la franchezza che hanno gli anglosassoni nei confronti di loro stessi. In fondo, il disturbo bipolare di Demi Lovato è di pubblico dominio mentre – per esempio – della salute psichica dello stardom nostrano, non abbiamo sostanzialmente idea. Perché?

Quando ho scritto il post, alcuni miei familiari non ne sono stati felici, sulle prime: è un fatto privato, mi dicevano, e va tenuto tale. Per quanto il loro punto di vista sia comprensibile. Però è anche vero – ed è la spiegazione che ho dato loro – che noi non siamo le nostre malattie. E cominciare a parlarne, superare il pudore e mostrare a tutti che si può uscire dalla depressione e sfidare il senso comune e la superstiziosa diffidenza che c’è nei confronti della psichiatria, è qualcosa di cui dobbiamo cominciare a parlare.

I motivi per farlo sono almeno un paio. Il primo è che dovremmo costruire una rete di protezione nei confronti di chi crolla. Il secondo è perché dovremmo cominciare ad ascoltare la voce di chi soffre di disturbi psichici perché, individui che, altrimenti, la nostra frenetica, pazza società rischia di lasciarle indietro.

Secondo una statistica, in Italia ci sarebbero 17 milioni di persone che soffrirebbero di disagi psichici, più di un quarto della popolazione. Forse, è il caso di uscire dal silenzio, chiedere di essere ascoltati e – soprattutto – raccontare le nostre storie facendo informazione per aiutare chi sta male (magari inconsapevolmente) a curarsi e ad accettarsi e ad essere accettato in una società che, in teoria, dovrebbe essere giusta e accogliente.

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One Comment
  1. ottobre 4, 2015 11:50 pm

    Che dire: grazie di aver condiviso la tua storia 🙂

I commenti sono chiusi.