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Che ci dice la vicenda Banca Etruria sulla nostra società?

dicembre 12, 2015

Siamo un popolo ignorante? Lo stiamo scoprendo nel modo più duro possibile, ovvero quando l’ignoranza si è trasformata in decisioni stupide che hanno messo a rischio i risparmi di una vita. Praticamente è andata così: negli ultimi anni delle persone hanno promesso a delle altre un diamante al prezzo di un pezzo di vetro. Molte persone si sono fatte abbagliare e ci sono cascate anche se – in qualche caso – erano state avvisate dal proprio commercialista. Su Facebook ho letto (ho visto questa notizia su un profilo molto autorevole) di un commercialista che aveva messo in guardia alcuni suoi clienti dal rischio di obbligazioni spacciate come per sicure ma con alti interessi. La risposta che avrebbe ricevuto il commercialista sarebbe stata “chiudi il becco, sei solo invidioso”. Ora molte di queste persone si lamentano di aver perso una parte consistente dei propri risparmi.

Allora, abbiamo scoperto già due dati: molti italiani sono disposti a fidarsi di qualche Mangiafuoco in giacca e cravatta e poi, a un’argomentazione critica, rispondono non con la razionalità ma usando categorie come l’invidia. Aggiungo un altro dettaglio: la gente non legge i giornali. Negli ultimi 20 anni abbiamo imparato che non c’è MAI da fidarsi delle istituzioni finanziarie. Tango bonds, Parmalat prima, derivati, Lehman Brothers e MontePaschi poi, sono vicende che sono accadute mentre gli investitori truffati erano già in età adulta. Per quanto molte di queste vicende siano state trattate male dalla stampa, la lezione da trarre era una e una soltanto: quando arriva “quel bel ragazzo figliolo del vecchio amico delle elementari” che si preoccupa della salute del cliente, sorride ed è amichevole, non bisogna fidarsi. Non è il nemico: è la controparte di un affare che deve essere vantaggioso per tutti.

Il problema è proprio questo. Come 20 anni di Berlusconi hanno insegnato abbastanza duramente, a noi italiani piacciono i lustrini e non ci piace la sostanza delle cose. Siamo superficiali, poco scolarizzati e tendenzialmente analfabeti (40% di analfabetismo funzionale: qualcuno se lo ricorda?). Ora, forse, il governo troverà i soldi per sostenere i piccoli risparmiatori coinvolti dal crack delle 4 banche dell’apocalisse. Ma sarebbe il caso che la nostra società crescesse e la smettesse di fidarsi dei Mangiafuoco che vendono diamanti al prezzo di pezzi di vetro e si comportasse da adulta, per una volta. Perché se è vero che le banche hanno mentito, la stampa si è girata dall’altra parte e Bankitalia giocava a Monopoly è anche vero che la nostra principale difesa è il nostro spirito critico e quello spetta a ognuno di noi coltivarlo, anche se non è – spesso – facilissimo.

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