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Un mese di inutile gironzolio su Internet tra donne nude, aspiranti giornaliste e sedicenti SEO

dicembre 1, 2015

In queste tre settimane ho lavorato molto. Ma ho anche navigato molto. E, tra una scrollata e l’altra di Facebook, ho visto molte cose che mi hanno fatto girare le scatole. Ho visto un’aspirante giornalista – con cui ho acceso un flame – che voleva sapere quali studi si dovessero fare per entrare a far parte della nostra (mia) ka$ta. Le ho detto di lasciare perdere, che se le piace scrivere è pieno di lavori che richiedono abilità di scrittura e di non focalizzarsi sul tesserino. Mi ha risposto che io non sono nessuno e non so niente. Come se gli ultimi anni passati in zona retrocessione nel giornalismo italiano non mi avessero fatto capire due cose: che a 19 anni è troppo presto per capire qualcosa del mondo e che, se proprio hai un dubbio, scrivere una domanda in un gruppo di giornalisti mediamente frustrati e incazzati non è una buona idea. Queste sciocchezze si fanno su Ask.fm. Ecco, non lo volevo dire: l’ho detto lo stesso. Leggi tutto…

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Un’altra guerra? Abbiamo già dato e abbiamo ottenuto gli attentati di Madrid, Londra e Parigi

novembre 14, 2015

Non sono mai stato un pacifista. A dire la verità, a me la non violenza non ha mai convinto fino in fondo. Per quanto ne so, la politica altro non è che una forma di coercizione. Vince chi riesce a piegare l’avversario al proprio volere. Che lo faccia attraverso le elezioni o attraverso una guerra la differenza – teoricamente – non è granché. Niente è buono o cattivo  – per citare Shakespeare – se non è tale nel nostro pensiero. La conseguenza logica dovrebbe essere per chi, come me, pensa – ancora – che il migliore strumento per una politica estera efficace siano delle forze armate forti, che, da domani, dovremmo schierare un contingente di svariate centinaia di nostri uomini tra Libia, Sinai e Siria in modo da piegare e spezzare per sempre la barbarie dell’Isis. Curiosamente, però, non penso che sia questa la strada giusta. Per tutta almeno tre motivi, ovvero che nessuno è disposto ad accettare che dei giovani della mia età muoiano in una guerra che – necessariamente – avrebbe dei caratteri imperialisti, che la storia ha insegnato che non è questa la strada e che la guerra contro il terrorismo è una guerra che si vince includendo e riconoscendo la dignità di chi professa una religione diversa dalle varie confessioni cristiane che si sono affermate tra Europa e Nord America. Leggi tutto…

Caos-Roma, la vera domanda non è se il Pd vincerà le elezioni ma se ha voglia di farlo

ottobre 30, 2015
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La maggior parte degli analisti politici da stasera si focalizzerà soltanto su una cosa: sulla percentuale che prenderà il Pd (insieme alla coalizione di centrosinistra) alle prossime elezioni romane. Il punto è che sbagliano tutti clamorosamente. Per due motivi. Il primo è che le coalizioni ancora sono da fare e non è scritto da nessuna parte che, per esempio, Marchini non trovi un accordo qualsiasi con il Pd. Il secondo è la legge elettorale dei sindaci che prevede i due turni. Non ho ancora visto una simulazione in questo senso. Ma se diamo retta a Giornalettismo (che ha fatto una media tra i vari sondaggi che circolano in giro per i media italiani) scopriamo, sorprendentemente, che se la sinistra si alleasse al centro sarebbe – clamorosamente – ancora in corsa. E’ vero che al ballottaggio i grillini potrebbero convincere qualcuno di destra. Ma non è questo il punto. Il punto è che se fossi nella segreteria del Pd nazionale e Renzi mi chiedesse che fare, io gli risponderei in modo secco e tassativo: “fai di tutto per perdere”.

 

I sondaggi di GIornalettismo

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Rossi-Marquez, un feud da wrestling a uso e consumo della Dorna

ottobre 25, 2015

Fossi in Carmelo Ezpeleta, finito il GP di Malesia, assistito alla sanzione a Rossi sarei tornato nella mia suite a 5 stelle e avrei organizzato un party, bevuto litri di champagne, consumato sostanze stupefacenti e invitato nella mia stanza tutte le ombrelline del paddock. Il motivo è semplice: quello che si è consumato nella mattinata italiana è un dono del Cielo per un business che, sì, sta andando abbastanza bene (meglio degli ultimi anni), ha ottenuto nuova energia e aveva bisogno di quel dramma di cui qualche altra serie motoristica (Formula1, ci sei?) avrebbe un disperato bisogno. Leggi tutto…

Dopo la sbronza, basta social cosi per favore

ottobre 24, 2015

Secondo il “The Guardian” Twitter ha cambiato per sempre il giornalismo digitale, tanto da diventarne uno strumento insostituibile. Vorrei tanto che fosse vero. Twitter è in crisi nera: non giriamoci intorno. Non ha mai prodotto un euro di utili nella sua vita decennale e per quanto importante, come tante cose nell’epoca del digitale, non è insostituibile. Abbiamo visto come l’ecosistema dell’economia digitale non tolleri il vuoto e come lo riempia – a volte male – ogni volta che se ne presenta la necessità.

Per quanto sia – giustamente – da qualche anno nella retroguardia digitale italiana, sono arrivato alla conclusione che dopo l’innamoramento per i social debba arrivare una riflessione molto precisa su dove siamo andati a finire, su quello che i social sono davvero per il giornalismo e su come, in definitiva, abbiano fallito nella (ormai difficilissima) lotta per salvare la professione. Leggi tutto…

Se “Il Corriere di Maremma” dovesse chiudere, non dite che non vi avevo avvisati

ottobre 5, 2015
Corriere di Maremma

Non sono neanche tornato in Toscana che ha chiuso un giornale, forse. Trattasi de “Il Corriere di Maremma” (gruppo Corriere dell’Umbria a cui è accorpato nelle statistiche di diffusione) con il quale ho avuto un’infelice esperienza di collaboratore esterno poco più di un anno fa. Oggi, 5 ottobre, il giornale è regolarmente in edicola. I social (sono le 17:04) sono stati aggiornati a mezzo servizio con il profilo Facebook aggiornato (circa) 6 ore fa e il profilo Twitter fermo a venerdì. Il sito è fermo al 2 ottobre, ma ho visto il cartaceo regolarmente in edicola, con mia somma sorpresa, visto il casino che ha fatto la CGIL grossetana annunciando la chiusura del “Corrierino” qualche giorno fa. Che poi, qualcuno mi deve spiegare da quando la CGIL è diventata supplente dell’Associazione Stampa Toscana, tra l’altro.

Onestamente, non ho idea di quello che sta succedendo. Alzare il telefono e verificare di prima mano le voci (che parlano anche smantellamento della redazione grossetana e giornale fatto da Siena o da Perugia) è fuori discussione perché se il gruppo avesse avuto qualcosa da dire, avrebbe parlato pubblicamente. E, invece, tutto tace. A parte Eleonora Scheggi, collaboratrice da Follonica del giornale, che si lamenta della fine di un’avventura lunga due anni, su Facebook, anche se non sono sicuro che si riferisca alla vicenda di cui sto animosamente scrivendo. Leggi tutto…

Depressione, possiamo parlarne?

ottobre 4, 2015
Demi Lovato

Ogni volta che riposto su Facebook il mio post su Medium sulla depressione, le mie statistiche si impennano e ricevo messaggi di amici e non che mi raccontano un po’ della loro esperienza e – in qualche caso – mi chiedono qualche consiglio. Tutto sommato, è una vita che spalo merda nella zona retrocessione dei social media italiani e una cosa del genere mi era capitata solo in caso di flame con qualche politico locale e in poche altre occasioni. E la cosa mi lascia perplesso perché tutti sappiamo cosa sia disagio psichico. In fondo, l’Italia è il Paese della Legge Basaglia. Tutto sommato, con la malattia mentale dovremmo avere confidenza. Invece, purtroppo, c’è ancora uno stigma sociale e – soprattutto – c’è una diffidenza nei confronti della psichiatria che è, quantomeno, medievale.

Quando ho scritto il famoso post di cui sto parlando, ho preso ad esempio quello che fanno media come Huffington Post, negli Usa e, in generale, la franchezza che hanno gli anglosassoni nei confronti di loro stessi. In fondo, il disturbo bipolare di Demi Lovato è di pubblico dominio mentre – per esempio – della salute psichica dello stardom nostrano, non abbiamo sostanzialmente idea. Perché? Leggi tutto…