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Basta chiedere il permesso. Giovinastri, diamoci una mossa

ottobre 26, 2014

Una decina di giorni fa, ho avuto una tesa conversazione su Facebook con dei miei conoscenti secondo i quali “a 27 anni nessuno può pretendere di giudicare il lavoro di un altro”. L’affermazione si applicava a una mia convinzione sul giornalismo della mia ziona di origine che ho esposto diffusamente qua (non senza qualche consenso) e alla quale rimando con un dinamico link e che non ripeterò in questa sede. Quello di cui ho voglia di parlare, adesso, è un’altra cosea. L’affermazione secondo cui a 27 anni non si avrebbe diritto alla propria opinione in quanto troppo giovani. A me, queste cose hanno fatto sempre girare i santissimi. Per un’ottima ragione: se tutto va a rotoli e qualcuno si accorge di quello che sta succedendo deve (DEVE) alzare la manina e dirlo. Anche in modo maleducato e da stronzo. Fine. Il resto sono minchiate. Continua a leggere…

Giornalismo italiano, per fortuna Settembre è finito

settembre 29, 2014

Sono successe almeno tre cose, nel mondo del giornalismo tricolore. La prima, in ordine di tempo, è stata l’improvvisa sostituzione del direttore de Linkiesta, faccenda dolorosissima.

Un direttore per Linkiesta

Sembra che la testata all-digital milanese sfogli direttore, più o meno, come fossero margherite. Hanno optato per un interim interno. Che Dio li aiuti perché quel giornale online non ha mai prodotto un euro di utile. Peccato perché le premesse me le ricordo molto bene: quando fu lanciato, il portale, doveva portare sull’Internet italiano un bel po’ di qualità. Vennero anche da me allo Iulm a presentarlo, in pompa magna, ma sta andando a finire come sappiamo tutti: in un tragico fallimento. Peccato per chi ci ha creduto, peccato per chi ci lavora. Peccato perché è la certificazione che un business al digital in Italia non lo si può fare, a meno di scrivere infiniti articoli al giorno dei quali una discreta quantità sia a base di tette e culi. Stop. Tre mesi fa criticavo il penultimo direttore de Linkiesta per non essere stato poi così innovativo. In effetti, forse, sbagliavo: anche se sei superinnovativo, per te in Italia non c’è spazio. Continua a leggere…

Non sono razzista ma… 12 FAQ sui rifugiati (prima parte)

settembre 8, 2014
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Francesco Piccinelli Casagrande:

Dispiace solo che una scelta di decenza umana debba essere spiegata come se, in Italia, fossimo dei bambini di 5 anni…

Originally posted on :

Il mio amico Luigi mi ha sfidato a raccogliere in 12 FAQ una prima infarinata di informazione corretta sui rifugiati. Ho fatto del mio meglio, perché l’esperienza mi suggerisce che c’è un grande bisogno di chiarezza su questi temi, vista anche l’insistente circolazione di bufale, pregiudizi e strumentalizzazioni. 

Ecco qui, dunque, il primo risultato di questa impresa a quattro mani. Spero apprezziate!

P.S. La vignetta è di Riccardo Marassi. 

1. Basta chiamarli profughi o richiedenti asilo: sono clandestini che vengono in Italia pensando di trovare una migliore sistemazione.
Falso. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) ha sottolineato in più occasioni che gli arrivi via mare sono composti in gran parte da persone in cerca di protezione, soprattutto siriani ed eritrei, in fuga dalla guerra e da gravi violazioni dei diritti umani. Queste persone non hanno scelto di emigrare, sono state costrette ad abbandonare il paese di…

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Salvate “L’Unità” dai suoi giornalisti, se proprio ci tenete

settembre 3, 2014

L’Unità è ripartita. Per ora “solo” sul web e spera (quando?) di ritornare in edicola. A parte il sopracciglio alzato di chi, come me, pensa che il futuro della carta sia segnato e, dati alla mano, pensa di non avere così tanto torto, mi chiedo chi diavolo sita gestendo la pagina del quotidiano ex ufficiale del defunto Partito Comunista Italiano. Ho visto, infatti, questo:

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Qualcuno salvi il castello di Montemassi e lo faccia adesso

agosto 27, 2014
La Rocca di Montemassi

Non fosse che è il catello di Montemassi, sarebbe “solo” un altro castello tra Grosseto e Siena. La verità, però, è che questo non è un castello qualsiasi. Quando, infatti, Simone Martini, nel 1330, lo dipinse, era ancora viva la memoria dell’assedio di Montemassi che stroncò la rivolta guelfa del 1328 e fu dipinto e celebrato nella Sala del Mappamondo del Palazzo Pubblico di Siena in questo affresco: Continua a leggere…

Le “Agende rosse” ci sono anche in Maremma. Oggi, un evento per ricordare Borsellino

luglio 19, 2014

Ecco il comunicato della Agende Rosse di Grosseto.

Dal 3 luglio ’14 , momento del la nascita del nuovo gruppo di Grosseto “Emanuela Loi” del Movimento  Agende Rosse ,  in Maremma  continua a diffondersi  il “Fresco profumo di Libertà che si oppone la puzzo del compromesso morale” e questa volta lo fa ricordando il 19 luglio 1992 .

Salvatore Borsellino nel suo intervento a Grosseto lo scorso 3 luglio ha lanciato il seme infatti  ha ribadito: “In Via D’Amelio siamo di fronte ad una strage di Stato. Quello che vi racconto non deve farvi commuovere, deve farvi indignare”. Nel suo racconto emerge tutta la rabbia di una persona che si è vista portare via brutalmente un fratello. Un uomo giusto era Paolo. Come erano giusti i suoi angeli custodi che lo hanno protetto fino a quel tragico giorno del 19 luglio di ventidue anni fa.

Oltre alla rabbia c’è anche il dolore di Salvatore nel raccontare ciò che gli fu raccontato da Genchi arrivato sul posto pochi minuti dopo la strage. Pare una sceneggiatura di un film dell’orrore ma purtroppo è realtà. Borsellino grida nel suo dolore che :“Oggi si arriva a giustificare che pezzi dello Stato abbiano trattato con la Mafia”.  E a questo nessuno a di noi ci sta!

Il 19 luglio la Grosseto che cerca la verità e la giustizia si riunirà in piazza Fabbrini , davanti al tribunale, per commemorare la strage di Via D’Amelio alle  16.30 dove sarà adottato un albero di sicomoro in memoria della strage . E alle  16.58 ricorderemo  1 minuto di silenzio nel momento del tragico evento nel 1992 , momento che ha cambiato la storia italiana per sempre. In quel giorno la Prima e la Seconda Repubblica si sono dati il cambio. La seconda è subentrata alla prima. I segreti, i patti, le trattative, i mandanti, i protagonisti e i comprimari sono passati dall’una all’altra. E i nuovi hanno mantenuto il segreto che tutt’oggi stenta a venir fuori, e se esce viene giustificato.

La secondo parte di “quel fresco profumo di libertà: per non dimenticare” si svolgerà a Marina di Grosseto con una serata a cura delle Agende Rosse

Un ricordo che prende vita per dire : mai più! 19 luglio1992: una strage di stato.”

Proiezione di  immagini, film documentari, con vari interventi   .

Marco Alfieri parla di innovazione, ma cosa ha Linkiesta di innovativo?

giugno 26, 2014

Anche quest’anno sono usciti i dati economici sulle testate all digital italiane ed è stato, anche quest’anno, il consueto bagno di sangue. Evidentemente, qualcosa non va. E non è un generico “qualcosa”, è una serie di cose che non funzionano perché non si vuole che funzionino (una) e, due, perché non si ha la più pallida idea di quello che significhi fare innovazione sul giornalismo digitale. Il pippone su statische, modelli di business e altro, lo lascio a qualcuno più competente di me. Il tema, però, non è quello che solleva il direttore de “Linkiesta“,Marco Alfieri dicendo quello che ha imparato negli ultimi 15 mesi, scoprendo il mondo di merda che è l’informazione online arrivando a concludere il suo editoriale scrivendo che “nulla sarà come prima”. Che cosa significa che “nulla sarà come prima”? Continua a leggere…

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