La mia carriera non è praticamente iniziata e già mi trovo davanti a un bivio: vale davvero la pena continuare a cercare di fare il giornalista, con un sistema editoriale in crisi, con il pubblico che non ci legge e con una forte tentazione di mollare tutto e andare in Africa?
L’eterno presente del digitale
Qualche settimana fa, un amico mi ha taggato in una foto su Facebook. La foto è questa.
Questa foto è stata scattata nel 2009. Avevo 19 anni. Ma guardate il colore, la qualità delle immagini: è la stessa di 3 anni fa. Il supporto non si è degradato: è tutto rimasto così com’era allora. Il problema è che io, la violinista alla mia destra, il chitarrista e il violoncellista siamo cresciuti, siamo diversi e ci siamo anche persi di vista. Ma la storia di quanto tempo sia passato, non viene raccontata dal deterioramento del negativo o della carta. Continua a leggere…
Le banche si fanno di crack: sei anni dopo i subprime, continuano a proporre subprime
Squilla il telefono. Io sono al lavoro e sto lavorando (ovviamente):
“Ciao, chiamo dalla banca. Volevo dirti che rientri in una fascia promozionale per un prestito che può arrivare a 7mila euro”
“Scusa,” rispondo “ma con quello che guadagno ti sembra che possa permettermi un prestito fino a 7mila euro?”
“No, magari hai delle spese…”
Dovevo consegnare un pezzo a tempo di record, avevo fretta, ho provato a svincolarmi dal mio interlocutore piagnucolando:
“Facciamo così, se non mi faccio sentire entro martedì vuol dire che non accetto”
“Dai,” mi risponde il mio interlocutore “martedì manda mamma in banca e mi dice lei”.
Perdo le staffe. Se ti ho detto di no, è no, giusto? Quale parte del concetto di “no” non ti è chiara? La “n” o la “o”? Fatto sta che riattacco borbottando un saluto e chiamao mia madre:
“Madre,” dico “potresti noleggiare un motocarro, riempirlo di sterco di maiale per scaricarlo davanti alla banca?”
Former Indy 500 champ Rice heads for X Games
Ecco a voi, la discarica del motrosport mondiale
Former Indy 500 champ Rice heads for X Games.
Il giornalismo in Italia è minacciato più o meno da qualunque fronte. Gruppi editoriali in crisi, minacce e chi più ne ha più ne metta. Il precariato è una tra le cose più assurde che viviamo. Inoltre, stiamo completando, con difficoltà, la transizione dalla società industriale di massa verso un tipo di struttura sociale basata sulle specificità individuali. Chiamatela come vi pare, a me piace il termine di Baumann di “modernità liquida” nella quale istituzioni come il sindacato cominciano a dare segni di crisi. Continua a leggere…
I “big data” non sono la bacchetta magica: se volete buttarci dei soldi, usateli con cautela
Sono la parola del momento. Forse, la prossima bolla nel settore della tecnologia scoppierà qui. Un business a 11 cifre che dovrebbe permettere alle aziende e ai governi di avere tante di quelle informazioni da poter pianificare il futuro, magari anche di simularlo, in modo affidabile e realistico. In pratica, è l’ultima frontiera per chi pensa che un oggetto di silicone e silicio possa aiutare a pianificare nel dettaglio le proprie scelte. Il problema è che chi se ne è servito per primo, il Pentagono, ha toppato alla grande.
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