Skip to content

Il cognome con cui sono nato è Piccinelli e Gabriele Galeotti deve farsene una ragione

agosto 23, 2016
Decreto-pubblicazione

Il 27 (o il 28) dicembre del 2005 faceva freddo a Grosseto. Io avevo preso il pullman (o il treno – non ricordo) da Massa Marittima per andare a far aggiungere il cognome di mia madre alla Prefettura. Non avevo idea delle difficoltà burocratiche che questa scelta avrebbe comportato, ma, una volta conosciute, decisi di ignorarle. Non mi è mai piaciuta l’idea che sia solo il cognome del padre (quello del buon Gino Piccinelli, in questo caso) ad essere trasmesso di generazione in generazione. Per cui, undici anni fa, iniziai una pratica che si concluse nel lontano 2009, con il decreto di cui pubblico una scansione. Leggi tutto…

Il Pd a Massa Marittima si dia una mossa: che aspetta a convocare un congresso?

febbraio 28, 2016

Mi ero promesso che non mi sarei mai più occupato di politica a Massa Marittima. Non ne scrivo da mesi, sul blog e neanche su Facebook. Ma questo non significa che non segua gli affari correnti e, soprattutto, non significa che non mi senta in qualche modo parte in causa. Il punto è questo: io e molti altri abbiamo lavorato molto sodo per tenere il comune di Massa Marittima nel campo del centrosinistra e io ho come l’impressione che il Pd stia buttando dalla finestra il lavoro che abbiamo fatto, perso in una miopia strategica che ha dell’incredibile (se non dell’indecente).

Chi vorrebbe assumere la guida del Pd dell’Unione Comunale ha dimostrato di avere dei limiti nella pratica politica imbarazzanti. Io ricordo ancora quando la corrente che rappresenta usava gli organi di comunicazione per lamentarsi della presunta mancanza di spazio che gli era stata concessa da chi aveva vinto le primarie di due anni fa. Ora, si lamenta del fatto che il renzismo si sarebbe arenato visto che – probabilmente – non riesce a ottenere il sostegno che pensa di meritare per la sua candidatura.

Leggi tutto…

Festival del Giornalismo Alimentare, Non Sparate al Giornalista (o al Gornalista?)

febbraio 27, 2016
Carlin Petrini

Ho passato gli ultimi due giorni, al Festival del Giornalismo Alimentare di Torino, a sentir parlare male dei giornalisti persone che con i giornalisti dovrebbero avere a che fare tutti i giorni. Esponenti di istituti importanti per la sicurezza alimentare hanno usato la mia categoria come sparring partner, quasi come fossimo noi gli untori delle emergenze alimentari, con il nostro tono sensazionalistico e la nostra corsa al clic. Tutto vero, però ci sono delle questioni non troppo facili da risolvere per chi dovrebbe passarci notizie che noi non tecnici non siamo spesso in grado di verificare.

Chi sta nelle amministrazioni pubbliche, spesso non sa comunicare. In una delle tavole rotonde più noiose, una signora dell’Istituto Zooprofilattico di Piemonte e Valle d’Aosta descriveva con grande enfasi un sito Internet con i “menù a tendina” con dei contenuti che, magari, scientificamente sono ineccepibili ma poco fruibili da chi ha un caporedattore che fiata sul collo e che vuole saperne di più del lancio di agenzia appena battuto. Leggi tutto…

Cari sondaggisti, misurare la fiducia non serve a niente

febbraio 20, 2016

Io sono un fanatico dei sondaggi. Se potessi, farei un sondaggio per scegliere che camicia indossare la mattina. Eppure, non mi piacciono i sondaggi che leggo settimanalmente sulla politica italiana. Ieri leggevo il sondaggio di Agorà (Ixé) su Matteo Renzi e sulla fiducia che gli italiani avrebbero nei suoi confronti. Praticamente, abbiamo scoperto quello che sappiamo già. Il 28% circa degli italiani si fida dell’inquilino attuale di Palazzo Chigi. Nelle ultime settimane ha fatto “su e giù” tra il 27% e il 30%. Si tratta di fluttuazioni marginali che non servono a granché.  La misura della fiducia del governo da parte dei cittadini non serve a nulla. Non serve a misurare le intenzioni di voto che forse è l’unica cosa che conta (sfido chiunque, calcoli alla mano a dimostrare il contrario). Non serve a dare una misura del “sentiment” del Paese. Per quello ci sono altri indicatori: la propensione al risparmio, l’acquisto di libri, la felicità percepita eccetera. L’unica utilità che ha misurare la fiducia consiste nel consolidare la tendenza della politica italiana a polarizzarsi intorno a dei leader che per loro stessa natura sono transitori.

Ma oltre alle riflessioni qualitative, c’è una questione di metodo grossa come una casa. Il sondaggio in questione ha raccolto 800 risposte. Ottocento persone su 60 milioni NON SONO un campione rappresentativo. Siamo, ad occhio e croce, alle parti per milione. Davvero riportare i dati di 800 persone è un servizio onesto che viene fatto al telespettatore? I sondaggi costano. Farli a basso costo non serve a nulla: ci fa ottenere dati scadenti e ce si prestano a milioni di interpretazioni diverse. Di quelle 800 persone, 267 hanno risposto di fidarsi di Matteo Renzi. La notizia di questi sondaggi è quella. Fossi romano, porterei il sondaggista in cima a una collina, gli mostrerei il panorama e gli direi: guarda la vastità del cavolo che me ne frega. In attesa che Gallup apra un ufficio in Italia e ci insegni come si fa, mi accontento di cambiare canale.

Cari politici, lasciate in pace i giornalisti – Cari giornalisti, rompiamo le palle ai politici anche sul locale

gennaio 28, 2016

Certo che è meraviglioso verificare come a tutti i livelli i rapporti tra stampa e politica siano uguali e seguano le stesse dinamiche. Appena uno scrive, dice, immagina, indaga qualcosa che sia una virgola fuori dallo standard dei comunicati stampa – e lo fa bene – cominciano le richieste di rettifiche, le smentite, le intimidazioni. Vale per Giannini, vale per me – nel mio piccolo. Quando ero corrispondente del defunto Corriere di Maremma, scrissi un articolo che denunciava il tentativo di inquinamento delle primarie del centrosinistra di Massa Marittima. L’articolo uscì, ma Luciano Fedeli, storico uomo d’ordine della sinistra del mio paesello, a cui avevo chiesto conto della faccenda – in modo molto deciso, devo concedere -, come a molti altri, chiamò in redazione chiedendo che io fossi censurato. Io dovetti insistere per pubblicare l’articolo che uscì, ma mi beccai fior di intimidazioni da parte di piccoli militanti locali che maneggiavano, allora come oggi, concetti molto più grandi di loro con esiti – almeno – comici. Tra l’altro, mi fu detto che ero anche razzista. Un’altra cosa simile mi è successa recentemente. Scrivendo questo articolo, non solo mi sono beccato Francesco Limatola, sindaco di Roccastrada, minuscolo paese del grossetano, che ironizzava sulle notizie che avevo, ma anche il tentativo di smentita da parte di Emiliano Rabazzi, suo assessore alla cultura che cercava di evitare che pubblicassi dichiarazioni che mi aveva reso, sia in video che a telecamera spenta, perché “siamo tutti dalla stessa parte”. Leggi tutto…

Babbo Natale non è più sostenuto dalla Coca Cola: arriva il fondo sovrano del Qatar

dicembre 20, 2015
babbo_natale_coca_cola

Babbo Natale non passerà quest’anno per le case di tutto il mondo. Infatti, la Coca Cola ha deciso di ritirare la sponsorizzazione al ciccione finlandese e, quindi, Santa Claus non farà partire la sua slitta e non porterà regali ai bambini di mezzo mondo. A darne la notizia, la Coca Cola che sostiene che non è più in linea con la propria identità di marca in quanto Babbo Natale è un grasso uomo bianco obeso con evidenti problemi cardiaci, mentre la società di Atlanta è impegnata a promuovere stili di vita più salutari. Leggi tutto…

Che ci dice la vicenda Banca Etruria sulla nostra società?

dicembre 12, 2015

Siamo un popolo ignorante? Lo stiamo scoprendo nel modo più duro possibile, ovvero quando l’ignoranza si è trasformata in decisioni stupide che hanno messo a rischio i risparmi di una vita. Praticamente è andata così: negli ultimi anni delle persone hanno promesso a delle altre un diamante al prezzo di un pezzo di vetro. Molte persone si sono fatte abbagliare e ci sono cascate anche se – in qualche caso – erano state avvisate dal proprio commercialista. Su Facebook ho letto (ho visto questa notizia su un profilo molto autorevole) di un commercialista che aveva messo in guardia alcuni suoi clienti dal rischio di obbligazioni spacciate come per sicure ma con alti interessi. La risposta che avrebbe ricevuto il commercialista sarebbe stata “chiudi il becco, sei solo invidioso”. Ora molte di queste persone si lamentano di aver perso una parte consistente dei propri risparmi.

Leggi tutto…

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Segui assieme ad altri 3.063 follower