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Gabriele Galeotti, tutto quello che dovete sapere sull’architetto più controverso di Massa Marittima

aprile 2, 2015

E’ il 25 maggio del 2014. A Massa Marittima si sceglie il Sindaco. Io ero rappresentante di lista per Marcello Giuntini nella stessa sezione di Gabriele Galeotti. Mentre si opponeva a una mia contestazione io gli dico “O coso, che cazzo vuoi?” – gesto per il quale mi sono prontamente scusato. Pochi minuti dopo, sottolineando come nel verbale fossi registrato col primo cognome e non con tutti e due, cerca di farmi allontanare dal seggio. Io gli tiro sul tavolino il mio passaporto chiedendogli di ravvisare lui stesso eventuali irregolarità, lui mimando di pulirsi il culo, mi dice: “Ti faccio vedere dove lo puoi mettere” però – ed è questo l’importante – non lo apre e ritira la contestazione. Lo scrutinio è andato avanti con lui che faceva lo sbruffone e con io che gli riordavo un paio di mail che mi aveva mandato pretendendo che io gli rilasciassi informazioni che non avevo su chi gestiva il sito del Pd di Massa Marittima tra il 2009 e il 2010 mentre lui sosteneva che erano uno scherzo facendo – sostanzialmente – marcia indietro. Fatto sta che, mentre Massa Comune vinceva la sezione che presidiavo, Marcello Giuntini vinceva le elezioni. Infatti, quando arrivò il vecchio Boccuni con i risultati delle frazioni, il primo a dileguarsi fu proprio Gabriele Galeotti convinto che, per una volta, il centrosinistra avrebbe perso. Continua a leggere…

Millions of Facebook users have no idea they’re using the internet

febbraio 11, 2015
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Francesco Piccinelli Casagrande:

Praticamente, è venuto fuori che nei Paesi in via di sviluppo, i nuovi utenti di smartphone e Internet mobile “non sanno” di usare su Internet, convinti che esista “solo” Facebook.

Originally posted on Quartz:

It was in Indonesia three years ago that Helani Galpaya first noticed the anomaly.

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Indonesians surveyed by Galpaya told her that they didn’t use the internet. But in focus groups, they would talk enthusiastically about how much time they spent on Facebook. Galpaya, a researcher (and now CEO) with LIRNEasia, a think tank, called Rohan Samarajiva, her boss at the time, to tell him what she had discovered. “It seemed that in their minds, the Internet did not exist; only Facebook,” he concluded.

[pullquote]”It seemed that in their minds, the Internet did not exist; only Facebook.”[/pullquote]In Africa, Christoph Stork stumbled upon something similar. Looking at results from a survey on communications use for Research ICT Africa, Stork found what looked like an error. The number of people who had responded saying they used Facebook was much higher than those who said they used the internet. The discrepancy accounted for some 3% to 4% of mobile phone users, he…

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Dieci anni dopo, penso ancora a Claudia

gennaio 13, 2015

Farò fatica a dimenticare quello che successe 9 anni fa in una stradina del centro di Firenze: una ragazzina della mia età si buttò (o cadde) dalla finestra e si schiantò in una tra le strade più buie della città. Quando colpì il selciato di Borgo San Jacopo, cominciò a dire di non voler morire e chiese aiuto, finché arrivò l’ambulanza e fu constatato il decesso. Capitò che la mia migliore amica del tempo fosse una sua compagna di classe. Il giorno dopo, incurante della pioggia, partii per Firenze e andai a consolarla. Claudia, secondo la mia amica, si era suicidata e io ricordo che la invidiavo molto, per il coraggio che aveva avuto. Continua a leggere…

Il terrorismo è solo una questione di polizia, lasciate perdere lo scontro di civiltà

gennaio 7, 2015
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Noi occidentali siamo un curioso popolo. Amiamo la libertà, ma non ne amiamo le conseguenze. Pensiamo che per difenderla, si possa venire a qualche compromesso con la nostra coscienza, andando, poi, a scoprire che i compromessi portano a Guantanamo, vera vergogna della nostra cultura. Com’è possibile che zone del mondo dove hanno predicato Voltaire, Beccaria, Jefferson – tra gli altri – abbiano bisogno di scordarsi i propri fondamentali, il primato della legge nei confronti dei pubblici poteri e la dignità umana degli imputati per affrontare quello che, a tutti gli effetti, altro non è che un problema di polizia?

In fondo,  i terroristi uccidono e violano – così – la legge e, conseguentemente,  devono essere catturati rispettando la loro umanità e i loro diritti tra i quali quello a un giusto processo dove difesa e accusa stanno sullo stesso piano. Eppure, ogni volta che c’è un attentato terrorista a ovest di Istanbul, ci lasciamo distrarre dalla quantità di moschee che sono sul nostro territorio e dalla brutalità dei terroristi della quale ci vorremmo vendicare nei modi più efferati possibile.
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Io sto con Repubblica.it anche se il suo tweet sul #NormanAtlantic poteva essere migliore

dicembre 29, 2014
La Repubblica ha postato questo tweet facendo incazzare - a torto - chiunque

Domenica 28 dicembre del 2014 verrà ricordata dall’Internet italiana come il giorno in cui tutti abbiamo imparato che la cronaca è una cosa schifosa, insensibile e che poco ha a che fare con l’empatia. Perché, mentre fai il tuo mestiere, te ne freghi abbastanza se la tua domanda è inopportuna: quello che devi fare (perché sei pagato per farlo) è trovare notizie su eventi in diretta. Fine. Il resto sono chiacchiere di anime candide, un po’ ipocrite, che si indignano perché un giornalista di Repubblica – seppur goffamente – ha fatto il suo mestiere ricorrendo a tutti i mezzi che la tecnologia gli ha messo a disposizione per avere aggiornamenti in diretta sull’evento del giorno, cioé un traghetto, il Norman Atlantic in fiamme con a bordo centinaia di persone che, nel 90% dei casi, non hanno visto neanche un tweet ma, in base alla logica del “non si sa mai” erano nel mirino dei redattori di Repubblica e di tutti i giornali online italiani.

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Pagina 99, l’89esimo minuto dell’ennesimo fallimento editoriale italiano

dicembre 19, 2014
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L'ultimo minuto di Pagina 99

C’è una cosa che ho cominciato ad odiare, quando si parla di media e giornalismo: i fighetti. E, mi dispiace dirlo, Pagina 99 era (è ancora?) esattamente un giornale da fighetti. Basta. I fighetti, alfieri del buon giornalismo, in Italia, sono quelli che piacciono a chi già sta nelle redazioni, redazioni che, scoccia ammetterlo, alla prova del mercato stanno tutte fallendo clamorosamente, una dopo l’altra. Per info, chiedete in Via Solferino al 28, tanto per non fare nomi. E, se proprio avete bisogno di un po’ di delucidazioni, DataMediaHub vi spiegherà per filo e per segno quello che sta succedendo nel meraviglioso mondo dell’editoria italiana. Continua a leggere…

Cosa penserei la notte prima di andare a letto, se fossi Barack Obama

dicembre 9, 2014

Cazzo, ho perso le elezioni il mese scorso. Il mio partito ha fatto di tutto pur di staccarsi da me. Ha fatto finta che non esistessi. E’ sempre la stessa storia. Lo hanno fatto anche 4 anni fa, nel 2010. Eppure, due anni fa gli americani mi hanno rieletto. Il mio partito è fatto di cagasotto, di pusillanimi, di vergognosi bamboccioni liberal da quattro soldi. Ora, tra due anni me ne andrò, e ne ho fatte abbastanza per essere fiero di quello che ho fatto. Continua a leggere…

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